Musei
58 luoghi di musei locali, collezioni private e archivi storici in Italia, selezionati fuori dai circuiti turistici.
I Migliori Musei in Italia

Sardegna · Oristano
Antiquarium Arborense
Nel 1938, quando in Sardegna esistevano solo due musei, Oristano inaugurò il terzo: l’Antiquarium Arborense. Lo fece acquistando la collezione di Efisio Pischedda, avvocato che nel XIX secolo aveva messo insieme la più cospicua raccolta privata dell’Isola, con reperti da Tharros e dalla penisola del Sinis. Oggi, dopo il rinnovo del 2016, entri nell’elegante palazzo Parpaglia neoclassico – sede dal 1992 – e trovi una parete multitouch, un tavolo interattivo e modelli 3D. Sfiori con lo sguardo circa diecimila beni culturali: non solo la collezione Pischedda, ma anche quelle Carta, Sanna Delogu, Pau, Cominacini-Boy e D’Urso-Vitiello. I reperti coprono un arco cronologico che va dalla preistoria al Medioevo. Due plastici ricostruttivi ti fermano: la Tharros di tarda epoca romana (IV d.C.) e Oristano nell’età giudicale (XIV), quando la capitale del giudicato d’Arborea era protagonista della storia isolana. Un museo che non spiega la storia: la mostra nei frammenti.

Sardegna · Cagliari
Cittadella dei Musei
Nel 1979, dopo un lungo restauro, l’antica sede del regio arsenale nel quartiere Castello si trasformò nella Cittadella dei Musei. Sorta su iniziativa dell’Università di Cagliari per ampliare museo archeologico e pinacoteca, divenne il maggior complesso museale isolano. L’area, già ‘vissuta’ nell’Antichità, in età pisana era fuori dalle mura, separata da un fossato e collegata da un ponte levatoio. Entri in piazza Arsenale, sulla sommità della rocca di Castello, e scegli il tuo viaggio. Al Museo archeologico nazionale tocchi reperti che raccontano millenni. Nella Pinacoteca nazionale osservi opere pittoriche di scuola sarda e non solo. Al Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini studi modelli settecenteschi di rara precisione. Al Museo d’Arte Siamese "Stefano Cardu" scopri un tesoro di arte orientale. Percorri gli spazi tra Porta Cristina e piazza Indipendenza, a pochi passi dalla passeggiata di Buon Cammino e dall’Anfiteatro romano, e ogni tanto alzi lo sguardo: lo scorcio su Cagliari e sul golfo degli Angeli è indimenticabile. Un tempio di storia e cultura dove la ricchezza dell’isola si mostra in quattro collezioni diverse.

Sardegna · Olbia
Museo Archeologico di Olbia
Il Museo Archeologico di Olbia, sul piccolo isolotto Peddone a due passi dal porto vecchio, ti sorprende con una forma che ricorda quella di una nave ormeggiata. Le finestre circolari e le passerelle sospese accentuano l'effetto. Al suo interno sono conservati più resti di navi romane che in qualsiasi altro museo italiano. La collezione spazia dalla preistoria fino al Novecento, passando per fenici, greci, punici e romani: un viaggio che racconta il legame tra la città e il suo porto.

Sardegna · Collinas
Sa Corona Arrubia
Sa Corona Arrubia significa 'corona rossa' in sardo. È un altopiano basaltico nella Marmilla, tra Collinas e Lunamatrona, che al tramonto si accende grazie ai licheni rossi che lo ricoprono. Qui sorge il museo naturalistico più importante della Sardegna, un polo culturale e scientifico che ha accolto centinaia di migliaia di visitatori. Le esposizioni permanenti occupano tre padiglioni: faunistico, botanico e antropico. Il padiglione faunistico è il più grande: otto diorami tridimensionali a grandezza naturale ricostruiscono ambienti sardi come le giare, i boschi di leccio e i pascoli aridi, con flora e fauna locali. La sezione botanica comprende micoteca, xiloteca ed erbario, con vetrine sulle piante officinali usate nei secoli. Non mancano i reperti archeologici nuragici e pre-nuragici. Tra le mostre temporanee passate: dinosauri, Grandi di Spagna, Leonardo da Vinci e antico Egitto. Un viaggio tra natura e storia che abbraccia oltre 4000 anni di civiltà sarda.

Sardegna · Sassari
Museo nazionale G. A. Sanna
Sei a Sassari, in via Roma. Davanti a te un edificio che sembra un tempio classico: colonne doriche, timpano, scalinata in vulcanite rossa. È il Museo nazionale G. A. Sanna, dedicato al deputato e imprenditore minerario che nel 1878 donò la sua collezione di 250 dipinti alla città. Da lì è nato il museo, ampliato poi con reperti archeologici e raccolte private. L'edificio attuale, voluto dalla figlia Zely Castoldi, fu costruito tra 1926 e 1932. Oggi, dopo un riallestimento, la pittura è stata trasferita alla Pinacoteca nazionale, mentre qui trovi archeologia ed etnografia della Sardegna nord-occidentale. Unico museo del territorio, si sviluppa in un giardino curato, a due passi da piazza d'Italia e dal centro medievale.

Sardegna · Nuoro
MAN - Museo d'Arte
Via Sebastiano Satta 27, Nuoro. Il MAN non è un museo che si limita a esporre opere: è l’unico in Sardegna a far parte dell’Associazione nazionale dei musei d’arte contemporanea in Italia. Un unicum nel territorio sardo, nato per superare il concetto stesso di museo. Entri e trovi un laboratorio culturale, un centro studi delle forme e delle sperimentazioni artistiche, uno spazio comunicativo che opera a 360 gradi nella conservazione e promozione del patrimonio. Percorri le sale e osservi i più celebri artisti sardi accanto alle correnti artistiche attuali. Il MAN è scuola di formazione e divulgazione, prima ancora che spazio espositivo. Non una collezione chiusa, ma un istituto ‘aperto’ e innovativo. L’Atene sarda non ti offre solo arte: ti offre un modo di viverla.

Sardegna · Bitti
Museo multimediale del Canto a Tenore
Nel 2005, a Bitti, è sorto un museo che non espone reperti ma voci: il Museo multimediale del Canto a Tenore, dedicato alla polifonia proclamata dall’Unesco capolavoro del patrimonio orale dell’Umanità. Entri in via Mameli 52, nell’antico quartiere di Monte Mannu, dentro un’ala del museo della Civiltà contadina e pastorale, ospitata in una tipica casa padronale. Qui non trovi vetrine silenziose: percorri un percorso interattivo dove la tecnologia moderna dà corpo a una tradizione che si perde nella notte dei tempi. Ascolti esibizioni che cantano la natura, la solitudine e il duro lavoro; osservi come il canto corale barbaricino sia un’espressione originale e un capitale inestimabile delle tradizioni sarde. Il museo è anche un centro studi sulla polifonia in Sardegna, riferimento per studiosi e appassionati, e collabora con i Paesi in cui il canto tradizionale è oggi praticato. Per arrivare, dal centro di Bitti percorri via Antonio Gramsci, imbocchi piazza Asproni, poi corso Vittorio Veneto fino a via Mameli. Una voce collettiva che non si lascia chiudere in una teca.

Sardegna · Nuoro
ISRE - Museo Etnografico Sardo
Il colle di Sant’Onofrio, alla periferia di Nuoro, ospita un complesso di edifici che tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento prese forma su progetto di Antonio Simon Mossa. Oggi è il museo della Vita e delle Tradizioni popolari sarde, già Isre: la più completa esposizione etnografica dell’Isola. Entri in un ‘villaggio’ di sale che raccolgono cultura materiale e immateriale del XIX e XX secolo. Percorri gli ambienti, osservi gli oggetti d’artigianato, annusi i profumi delle erbe, ascolti i suoni delle voci registrate. Ogni stanza è un tassello di un popolo. Il museo è in via Mereu 56, a due passi dal parco. È uno dei complessi museali più visitati dell’Isola, e lo capisci subito: qui la Sardegna non si racconta, si abita.

Sardegna · Genoni
Museo del Cavallino della Giara
Nel tardo Medioevo scorrazzavano liberi su tutta l’isola; oggi sopravvivono allo stato brado solo sull’altipiano di sa Jara Manna. A Genoni, paese nato su un colle staccatosi per erosione dalla stessa Giara, una tipica casa campidanese li celebra. Entri e percorri una galleria fotografica che segue l’arco di vita dei cavallini, stagione dopo stagione. Due sale dedicate svelano le caratteristiche ambientali della Giara e il suo rapporto con i centri abitati vicini. Non è solo un museo naturalistico: qui convivono la memoria storica del paese e la descrizione dei piccoli equidi, incastonati tra siti archeologici nuragici e pre-nuragici. Un unico spazio per due storie: quella di una comunità e quella del suo re selvatico.
Sardegna · Ulassai
Stazione dell'Arte
Nel 1981, un nastro celeste lungo dieci chilometri legò le case di Ulassai alle montagne circostanti: era 'Legarsi alla montagna', primo atto di un dialogo tra Maria Lai e il suo paese natìo. Oggi quel dialogo ha trovato casa nell’ex stazione ferroviaria, dove sino al 1956 i treni si arrampicavano sulla linea Gairo-Jerzu. Entri nei tre caseggiati restaurati e trovi 150 opere – ceramiche, libri cuciti, telai, tele, terrecotte – donate dalla grande artista sarda, morta nel 2013. Percorri gli spazi e vedi come le sue origini si trasformano in forme che l’hanno resa famosa nel mondo. Il museo, nato nel 2006 e ribattezzato Stazione dell’Arte, si affaccia su una valle incorniciata dai Tacchi calcarei, a pochi passi dal centro montano dell’Ogliastra. Un ambiente insolito, in bilico fra memoria e natura, che rende Ulassai un museo a cielo aperto.

Sardegna · Siddi
Museo ornitologico della Sardegna
A Siddi, nell’edificio che fu l’ospedale Managu – raro esempio di struttura sanitaria ottocentesca in un borgo rurale sardo – si trova l’unico museo della Sardegna esclusivamente dedicato all’avifauna. Entri al piano terra e il percorso è già segnato: prima la storia della costruzione, poi una sequenza visiva e tattile che racconta l’evoluzione degli uccelli. Ti fermi davanti alle vetrine: circa trecento esemplari, tra fauna stanziale e migratrice, ognuno con la sua scheda. Riconosci i rapaci notturni e diurni, le oche, le anatre, i trampolieri. Poi arrivi a quelli che non ti aspetti: il pollo sultano, il gracchio corallino, la pernice di mare. Una piccola sezione è per i mammiferi sardi. Ma il museo non si chiude tra le sue mura: l’esperienza prosegue all’aperto, nei paesaggi della Marmilla, dove gli habitat che hai visto in sala diventano terra da percorrere. Un viaggio che comincia con un becco impagliato e finisce con il vento sulla nuca.

Sardegna · Villasimius
Museo archeologico di Villasimius
Il museo è ospitato in una casa rurale ‘a corte’ del XIX secolo, di cui si conservano una scala con piastrelle in cotto e una parete in ladiri. Entri nelle quattro sale disposte su due piani e percorri un allestimento che segue un criterio cronologico e tematico: dall’età nuragica alla dominazione spagnola nel Medioevo. I reperti provengono dai fondali marini, dai relitti e dagli scavi subacquei dell’area di Capo Carbonara. Osservi anfore, ceramiche e oggetti di scambio, testimonianze di scontri e incontri tra popoli che hanno incrociato le loro rotte in queste acque. Il museo racconta un territorio indissolubilmente legato al mare, dove il tesoro inestimabile è fatto di merci, usi e conoscenze sedimentati nei secoli. Poi esci e ti godi il panorama delle splendide spiagge.
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