Belvì, Pitzu ‘e Pranu. A picco sulla valle
“A Belvì, il trekking verso Pitzu ‘e Pranu parte dalla piazza davanti alla chiesa, imboccando via Marconi. Dopo un viotto...”
L'Anima del Posto
A Belvì, il trekking verso Pitzu ‘e Pranu parte dalla piazza davanti alla chiesa, imboccando via Marconi. Dopo un viottolo di campagna, un cartello di legno indica la direzione per le Domus de Janas. Segui un’antica carrareccia con selciato e muretti a secco, immerso in noccioleti fitti. Poco dopo, il rumore del Riu Salasi ti accompagna fino al ponte che lo attraversa. Le pareti incombenti di Pitzu ‘e Pranu si stagliano davanti a te, mentre un ponte ad arcate della ferrovia ricorda il passaggio del Trenino verde. Al bivio successivo tieni la destra, costeggiando orti recintati nella vallata. Raggiungi la SP 61 bis, scendi 200 metri sulla statale e imbocchi una strada sterrata in salita a destra. Un altro bivio con sterrata più ampia: ancora destra. Ora costeggi in senso antiorario le pareti, tra grossi pali in legno. Qui noti una discontinuità geologica: i calcari della montagna soprastante poggiano sugli scisti dell’antico basamento. Proseguendo tra orti, incroci una strada pavimentata e sali a sinistra. Entri in una lecceta e incontri una fornace della calce. Arrivi a una sella spazzata dai venti, panoramica, poi a un grosso incrocio. Il sentiero attraversa un rimboschimento sulla sommità di Pitzu ‘e Pranu, oltre un parco avventura in disuso. La vetta è un vasto pianoro con depressioni per voragini carsiche. Da qui, vista su Belvì, Aritzo, il Gennargentu e ampie vallate. Il ritorno è per lo stesso sentiero.


