Castello della Fava
Posada, Sardegna

Castello della Fava

Un piccione ferito, lo stomaco gonfio di fave, cadde nell’accampamento turco intorno al 1300. I nemici, convinti che gli...

L'Anima del Posto

Un piccione ferito, lo stomaco gonfio di fave, cadde nell’accampamento turco intorno al 1300. I nemici, convinti che gli assediati avessero scorte abbondanti, tolsero l’assedio e lasciarono le coste dell’isola. È la leggenda che dà nome al castello della Fava, fortezza costruita dai giudici di Gallura nel XIII secolo, a Posada, in Baronia, nel nord-est della Sardegna. Oggi, salendo per i vicoli stretti del borgo medioevale – un labirinto di piazzette nascoste che richiamano imboscate e fughe – si arriva al colle calcareo dove il castello sorge. Ne restano pochi ruderi: una cinta muraria quadrangolare irregolare in conci di pietrame poco lavorati, una torre a pianta quadrata con coronamento merlato e una serie di cisterne. Da lassù si domina la piana percorsa dal rio Posada. Il centro storico, alle pendici del colle, conserva edifici con strutture medievali. Collocato al confine tra il regno di Gallura e quello d’Arborea, il castello fu dimora dei giudici sardi e di Eleonora d’Arborea, finì nelle mani degli aragonesi intorno al 1380, tornò sotto Brancaleone Doria, e con la caduta del giudicato d’Arborea fu infeudato alla famiglia Carròs, elevato a baronia. La storia degli studi sul castello parte dalla voce “Posada” di Vittorio Angius nel *Dizionario* del Casalis (1847), e prosegue con Raimondo Carta Raspi (1933), Foiso Fois (1992) e Angelo Castellaccio (1990). Un rudere che non racconta solo pietre, ma la strategia di un popolo che, con un pugno di fave, salvò sé stesso.

Info Pratiche

payments
BudgetEconomico (< 5 €)
hiking
IntensitàRilassante
schedule
Durata0.5 ore
sunny
StagionePrimavera, Estate, Autunno, Inverno

Tags

medievalepanorama