
Castello di Acquafredda
“Il conte Ugolino dei Donoratico, che Dante chiuse nel XXIII canto dell’Inferno, ne divenne proprietario nel 1257. Ma la ...”
L'Anima del Posto
Il conte Ugolino dei Donoratico, che Dante chiuse nel XXIII canto dell’Inferno, ne divenne proprietario nel 1257. Ma la fortezza è più antica: una bolla papale del 1215 già la cita. Da allora, il castello di Acquafredda ha visto passare Pisa, gli Aragonesi (1324) e una sfilza di feudatari, fino al riscatto di Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785. Oggi, per raggiungerlo, lasci Siliqua e imbocchi la Statale 293 verso Carbonia. Poi sali a piedi. Scalate le pendici del colle vulcanico, il panorama si apre: il verde della valle del Cixerri, Cagliari all’orizzonte, la Marmilla, l’Iglesiente. All’alba e al tramonto, le ombre della fortezza si allungano sulla vallata. Tocchi la pietra, senti il vento, e capisci perché questo luogo è da sempre ammantato di leggende. Un castello abitato da personaggi danteschi, su un colle di origine vulcanica: la storia, qui, ha il peso della roccia.



