Castello di Medusa
Samugheo, Sardegna

Castello di Medusa

Nel 1189 il giudice Pietro I d’Arborea cedette un «Castrum Asonis» al comune di Genova, salvo recuperarlo poco dopo diet...

L'Anima del Posto

Nel 1189 il giudice Pietro I d’Arborea cedette un «Castrum Asonis» al comune di Genova, salvo recuperarlo poco dopo dietro promessa di un ingente pagamento. Quel documento è la prima menzione archivistica che gli studiosi riconducono al castello di Medusa, una rocca del IV secolo d.C. che sembra essersi nascosta da sempre: costruita a fondo valle, quasi a volersi sottrarre allo sguardo, a picco sulla gola scoscesa del riu Araxisi, chiusa da pareti calcaree forate da grotte e coperte di verde. Ricade nel territorio di Samugheo, equidistante dal ‘borgo dei tappeti’ e da Asuni, nel cuore del Mandrolisai. Per raggiungerla lasci la SS 131 poco prima di Uras, imbocchi la SS 422, superi Nureci e prendi a sinistra la SP 38 verso Asuni. Dopo qualche chilometro il castello si staglia sul colle sa Conca ‘e su Casteddu. Scendendo più a valle, il riu Araxisi diventa Riu Majori e dà vita alla gola di «Mitza sa canna». Le indagini archeologiche hanno datato la prima fase dell’insediamento al IV-V secolo d.C., una seconda al VI, una terza al VII-VIII, mentre le strutture più recenti risalgono tra il X e il XII secolo. Oggi restano solo tratti delle mura – recingevano un’area di circa 540 mq –, una cisterna e i ruderi di due torri, immersi in una fitta vegetazione che ne rende difficoltosa l’analisi. Il mistero, però, è più fitto della macchia. Un documento dell’Archivio di Cagliari racconta la vicenda del bandito Pietro Perseu, detenuto in un carcere piemontese nel XIX secolo. Durante la latitanza, diceva, era capitato tra le rovine, aveva scorto una scala di marmo ed era sceso in una sala meravigliosa piena di gioielli, armi e oggetti di valore. Scrisse al Ministro chiedendo la grazia se avesse ritrovato il tesoro. Lo accompagnarono sul posto: non ritrovò né le scale né la sala. Non ottenne la grazia e non riuscì nemmeno a fuggire. Alberto Della Marmora nel 1860 e il canonico Giovanni Spano nel 1861 diedero avvio all’analisi dei ruderi. Li seguirono Giorgio Cavallo nel 1981, Giorgio Farris nel 1988, Foiso Fois e Mauro Perra negli anni Novanta, Dolores Turchi nel 1992 con una monografia sulle leggende, e Joan Armangué y Herrero nel 2003 con un articolo dal titolo *Perseo e Medusa nell’immaginario tradizionale: ricerche di tesori nel castello di Samugheo*. Un castello anomalo, costruito a fondo valle per controllare i flussi dalle aree pianeggianti romanizzate vicine a Forum Traiani verso i rilievi della Barbaria, abitati da popoli ribelli. Oggi nidificano i falchi, e il silenzio è rotto solo dal vento tra le gole.

Info Pratiche

payments
BudgetEconomico (< 5 €)
hiking
IntensitàModerato
schedule
Durata2 ore
sunny
StagionePrimavera, Estate, Autunno, Inverno

Tags

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