
Escolca
“Seicento abitanti, un nuraghe in basalto e un villaggio fantasma che si sveglia un solo giorno all’anno. Escolca, ai con...”
L'Anima del Posto
Seicento abitanti, un nuraghe in basalto e un villaggio fantasma che si sveglia un solo giorno all’anno. Escolca, ai confini nord-orientali della provincia del Sud Sardegna, non cerca turisti: li aspetta. Entri nel paese dalla parrocchiale di Santa Cecilia, tardo gotica, e subito il territorio ti parla: ulivi, cereali, vitigni. Percorri le strade e senti il rumore dei telai antichi, vedi le mani degli impagliatori che intrecciano cesti. Il nome compare nell’XI secolo come villa di Escolca della curatoria di Siurgus, ma il suolo è abitato dal periodo nuragico: il nuraghe Mogurus, monotorre, è costruito con rocce basaltiche. Poi ci sono i ritrovamenti romani. E poi c’è Maraté, il museo per l’arte del rame e del tessuto, che conserva ciò che i secoli non hanno cancellato. Escolca è un corpo di guardia che ancora sorveglia i suoi campi.



