Milis
Milis, Sardegna

Milis

A febbraio l’odore degli aranceti invade le strade: è la sagra degli agrumi, ma il profumo qui è una costante da quando,...

L'Anima del Posto

A febbraio l’odore degli aranceti invade le strade: è la sagra degli agrumi, ma il profumo qui è una costante da quando, nel XIII secolo, i monaci camaldolesi piantarono i primi alberi e costruirono le chiese di San Paolo, San Giorgio di Calcaria e San Pietro in Vincoli. Il toponimo, forse da *miles* (soldato), tradisce un passato di insediamento romano; i nuraghi Cobulas e Tronza, ben conservati sulle rive del riu Mannu, ricordano che la storia comincia molto prima. Entra nel centro e ti trovi di fronte alla cinquecentesca parrocchiale di San Sebastiano, forme gotico-aragonesi, e al palazzo Boyl: rosso pompeiano in facciata, neoclassicismo piemontese voluto dai marchesi Boyl a inizio Ottocento, che qui ospitarono re Carlo Felice, Carlo Alberto, Grazia Deledda, D’Annunzio e, nel 1838, Honoré de Balzac. Oggi ci trovi il museo del costume e del gioiello sardo, due secoli di stoffe e ornamenti. A pochi passi, tra gli agrumeti, la chiesa di San Paolo ti colpisce con la sua facciata bicroma – calcare chiaro e basalto scuro – costruita fra 1140 e 1220. Dentro, dipinti di scuola catalana, un altare barocco e sculture lignee. Qui riposano i caduti della seconda guerra mondiale, quando Milis ospitò un aeroporto militare detto “invisibile” perché nascosto dagli aranceti. A novembre arriva la rassegna dei vini novelli della Sardegna; a marzo, per san Giuseppe, la sagra dei ceci; ad agosto, il festival ‘La Vega’ di danza e musica etnica. Gusterai la vernaccia, il miele, i cereali. Ma il senso del luogo lo capisci quando, sotto la facciata bicroma, capisci che un aeroporto invisibile è la metafora perfetta di questo borgo: tutto è nascosto in piena vista, tra un agrume e l’altro.

Info Pratiche

payments
BudgetEconomico (< 5 €)
hiking
IntensitàRilassante
schedule
Durata3 ore
sunny
StagionePrimavera, Estate, Autunno, Inverno

Tags

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