
San Giovanni Battista - Orotelli
“Per 23 anni, tra il 1116 e il 1139, fu cattedrale della diocesi di Ottana: una chiesa romanica in trachite rossa, lunga ...”
L'Anima del Posto
Per 23 anni, tra il 1116 e il 1139, fu cattedrale della diocesi di Ottana: una chiesa romanica in trachite rossa, lunga 30 metri e larga appena otto, che si erge su una collina dominando la vallata. È San Giovanni Battista a Orotelli, la più antica del paese barbaricino, intitolata al patrono che si festeggia a fine agosto. Entri e il primo impatto è la pietra vulcanica a vista sulla facciata, sull’abside e sulle paraste angolari del transetto e dei fianchi. Il resto è intonaco bianco. Due cornici orizzontali dividono la facciata in tre specchi: in basso il portale architravato e lunettato, al centro un oculo sormontato da archetti su peducci modanati. In alto, gli spioventi sono decorati con archetti che proseguono lungo i fianchi e nel prospetto absidale. All’interno, l’aula unica con copertura lignea e travi a vista conserva l’impianto originario a croce commissa, a forma di T. I bracci del transetto erano voltati a crociera. Negli anni Sessanta del XX secolo sono state aggiunte due navate laterali, che hanno trasformato la pianta in basilicale e cancellato l’altare ligneo seicentesco. Nell’abside si apre una monofora con croce greca scolpita, simile a quella della chiesa di San Nicola a Ottana. Altre monofore si aprono nei fianchi. Il territorio di Orotelli, sulla SS 537 tra Macomer e Nuoro, è ricco di siti archeologici nuragici, vicino al parco naturale Sa Serra. La storiografia del monumento parte dalla voce “Orotelli” (1845) di Vittorio Angius nel “Dizionario” di Goffredo Casalis, prosegue con gli studi di Dionigi Scano (1907), Raffaello Delogu (1953), Fernanda Poli (1977), Renata Serra (1989) e Roberto Coroneo (1993). Una cattedrale temporanea, in trachite rossa, che ha ceduto il ruolo ma non la memoria.


