San Pietro di Silki
“Nel 1672, mentre la volta a botte lunettata sostituiva le capriate lignee dell’aula, la chiesa di San Pietro di Silki av...”
L'Anima del Posto
Nel 1672, mentre la volta a botte lunettata sostituiva le capriate lignee dell’aula, la chiesa di San Pietro di Silki aveva già alle spalle quasi sei secoli di trasformazioni. Fondata tra il 1065 e il 1082 per volere di Mariano I de Lacon Gunale, come attesta il *Libellus judicum turritanorum*, oggi ne resta del romanico duecentesco solo il campanile – i primi due ordini inferiori – e alcuni tratti murari della navata unica. Entri dal viale che costeggia le mura dell’ex convento francescano, concesso all’ordine nel 1467. Sulla sinistra, tre cappelle laterali di diversa epoca e misura si affacciano sulla navata: la prima, dedicata alla Madonna delle Grazie, fu aggiunta nel 1473-75 dopo il miracoloso ritrovamento del simulacro durante una predica di fra Bernardino da Feltre. La sua volta a crociera regge una gemma pendula con una Madonna col Bambino scolpita, e vi si accede da un arco ogivale su pilastri polistili con capitelli gotico-catalani. Sul lato opposto, l’antico monastero è oggi ricovero per anziani. La facciata seicentesca, finanziata dal cagliaritano Antonio Mereu, è divisa da quattro paraste e coronata da un profilo semicircolare; sopra l’arcata d’ingresso campeggia lo stemma del benefattore, con motivi fitomorfi tardomanieristici. Nel presbiterio, una quarta cappella custodisce un altare ligneo seicentesco con una delle statue della Vergine più antiche dell’isola. Dalla cantoria sopra l’atrio, lo sguardo percorre l’armoniosa sovrapposizione di stili che è la cifra di questo luogo.


