
San Pietro di Zuri
“Il campanile a vela della chiesa di San Pietro a Zuri non è mai stato dove lo vedi oggi. Fino al 1923 sorgeva più a vall...”
L'Anima del Posto
Il campanile a vela della chiesa di San Pietro a Zuri non è mai stato dove lo vedi oggi. Fino al 1923 sorgeva più a valle, prima che il lago Omodeo – il più importante invaso artificiale sardo, realizzato a partire dal 1924 sbarrando il Tirso – ne inghiottisse il villaggio originario. Smontata concio per concio e ricostruita a monte, la chiesa riemerge oggi con il suo inconfondibile colore rosso-ocra, dato dalla roccia lavica che la costituisce. Entri in una navata unica a pianta rettangolare, dove il tempo sembra sospeso tra due vite: quella precedente al trasloco e quella successiva. Nei periodi più siccitosi, il vecchio Zuri riaffiora dalle acque, ricordando che sotto la superficie del lago giace un intero borgo. Percorri la Provinciale 27 e poi la 28, lasciata la Statale 131 ad Abbasanta, e arrivi in questa frazione di Ghilarza, nel Barigadu. Qui, l’architettura sacra medioevale si fa testimone di una storia nella storia, avvolta da un alone di mistero. Una chiesa che ha cambiato posto, ma non memoria.


