
Santa Chiara - Iglesias
“Il principale luogo di culto di Iglesias, nel sud-ovest della Sardegna, è l’unica cattedrale al mondo intitolata a santa...”
L'Anima del Posto
Il principale luogo di culto di Iglesias, nel sud-ovest della Sardegna, è l’unica cattedrale al mondo intitolata a santa Chiara d’Assisi. Le testimonianze epigrafiche ne collocano la costruzione negli anni Ottanta del XIII secolo, per volontà del conte Ugolino della Gherardesca. Fu cattedrale una prima volta per un decennio, dal 1503 al 1513, quando la diocesi fu trasferita da Tratalias alla città mineraria. Nel 1736 riacquistò definitivamente il titolo. Arrivando da Cagliari, al km 56 della SS 130 si svolta a destra e si percorre il lungo viale alberato che conduce al centro urbano. Si prosegue fino alla piazza Municipio, dove la cattedrale sorge accanto al palazzo vescovile e al municipio. La facciata a spioventi, di raffinato disegno, è divisa in tre ordini: nel primo si apre il portale; a sinistra, un’epigrafe (copia dell’originale) riporta le date dell’impianto e uno scudo araldico con l’aquila, simbolo della famiglia Donoratico. L’imponente campanile a canna quadrata affianca la facciata e ospita quattro campane; la più antica risale al 1338. Dell’edificio duecentesco ad aula mononavata, in pietra sedimentaria, sopravvivono solo resti murari in facciata e nei prospetti laterali. La chiesa subì varie trasformazioni: ampliamento dell’aula, sopraelevazione del presbiterio, copertura a volte stellari, apertura di due piccole cappelle per lato voltate a crociera. Furono aggiunte due ampie cappelle quadrate che fanno da transetto, conferendo alla pianta la forma a croce latina. La navata centrale, presbiterio compreso, è suddivisa in quattro campate coperte da volte stellari costolonate. L’ampio presbiterio a pianta quadrata è detto “cappella maggiore”, come da consuetudine gotico-catalana. Le murature del transetto e del presbiterio sono in gran parte nascoste da altri corpi di fabbrica; nel fianco sinistro, due cappelle pensili a pianta semicircolare sporgono dalla muratura. Nella città il cui nome significa ‘chiese’, è l’architettura cristiana più importante e di maggior pregio artistico, alle sue spalle una lunga storia di ampliamenti e restauri.
