Sant'Antonio Abate - Cagliari
“Il 17 gennaio, a Cagliari, si portavano gli animali in via Manno per ricevere la benedizione di Sant’Antonio Abate. Oggi...”
L'Anima del Posto
Il 17 gennaio, a Cagliari, si portavano gli animali in via Manno per ricevere la benedizione di Sant’Antonio Abate. Oggi la chiesa è lì, al centro del quartiere Villanova, ai piedi di Castello, incastonata tra negozi e locali della via più commerciale del centro storico. Si percorrono circa cento metri da Piazza Yenne, e l’edificio appare sul lato destro. La facciata settecentesca è un esercizio di barocco misurato: un portale dal profilo mistilineo, incorniciato da modanature, sorregge lo stemma degli Spedalieri di San Giovanni di Dio. Sopra, una nicchia ospita la statua del santo con il porcellino, simbolo della sua protezione su viandanti e animali. Si entra nell’atrio, e una lapide sulla parete sinistra ricorda la consacrazione del 1723. Ma un dipinto del Salvator Mundi, firmato e datato 1721 dal pittore Giacomo Altomonte, suggerisce che la chiesa fosse già completa un paio d’anni prima. La pianta è ottagonale. Su di essa si imposta un tamburo che regge una cupola a spicchi, culminante in una lanterna. Intorno, sei cappelle laterali voltate a botte e un presbiterio più profondo. La chiesa sorge sopra una struttura più antica: la cappella di un ospedale del Trecento, parte di un convento dei Canonici Regolari di Sant’Antonio, che seguivano la regola agostiniana. Nel 1638 l’amministrazione passò agli Spedalieri di San Giovanni di Dio, che ristrutturarono e ampliarono l’ospedale e il convento, e costruirono la nuova chiesa. Quando nel 1850 fu pronto l’Ospedale Civile di Gaetano Cima, quello di Sant’Antonio fu dimesso, il convento ceduto a privati, e la chiesa passò all’Arciconfraternita della Madonna d’Itria. Accanto, il portico di Sant’Antonio collega via Manno con la piazza del Santo Sepolcro. Un edificio che ha cambiato ordini, funzioni e proprietà, ma ha tenuto saldo il suo posto tra lo shopping e la preghiera.


