Grotte
25 luoghi di grotte carsiche, caverne e sistemi sotterranei in Italia, selezionati fuori dai circuiti turistici.
I Migliori Grotte in Italia

Sardegna · Domusnovas
Grotta San Giovanni
A tre chilometri da Domusnovas, nel sud-ovest della Sardegna, il sentiero tra i lecci della foresta del Marganai si apre su una massa calcarea che sembra fatta di carta pesta. È l’ingresso meridionale della grotta di San Giovanni, una delle gallerie naturali più lunghe d’Europa: 850 metri di sinuoso percorso carsico. Entri e ti accorgi subito della sua singolare peculiarità: una strada carrabile e illuminata percorre l’intera lunghezza, unica in Italia e rarità mondiale con solo due esempi simili, in Francia e Australia. La caverna è interamente attraversata dal rio San Giovanni. A est la domina il monte Acqua (540 metri), a ovest punta San Michele (900). Percorri tutto il tragitto tra due ingressi naturali monumentali: quello a sud verso il paese, quello a nord che si affaccia sulla valle di Oridda, rigogliosa di lecci e querce. La grotta si è formata dal cedimento della massa calcarea, probabilmente per l’erosione di un fiume sotterraneo. Un tesoro geologico e archeologico dentro uno splendido contesto naturalistico.

Sardegna · Ulassai
Ulassai
A 800 metri d’altezza, incassato fra tacchi calcarei, Ulassai è uno dei borghi che rendono l’Ogliastra una delle cinque blue zone del mondo. Qui la longevità è un dato di fatto, non una leggenda: 1500 abitanti, un’alta percentuale di centenari. Entri a Su Marmuri e percorri 850 metri in saloni dalle pareti altissime, fra laghetti e stalattiti che si saldano alle stalagmiti in enormi colonne. Una delle più imponenti d’Europa. Sotto la grotta, le acque sotterranee riemergono e formano le cascate di Lecorci, che sgorgano impetuose da pareti lisce. Il loro corso incrocia poi Lequarci, le maggiori dell’Isola: un salto di quasi cento metri, una larghezza massima di 70. Fuori, sentieri fra gole profonde, foreste sempreverdi, l’oasi faunistica di Girisai. E professionisti di free climbing che sfidano le pareti. Ulassai non è un borgo con una grotta. È una grotta che ha generato un borgo.

Sardegna · Baunei
Grotta del Fico
Ottocentomila anni. Tanto è passato da quando l’acqua iniziò a scavare la prima sala della grotta del Fico, nelle pareti calcaree del golfo di Orosei. Oggi, lungo il letto fossile di un antico fiume, percorri passerelle che si addentrano tra stalattiti, stalagmiti e colonne dai colori differenti. L’oscurità iniziale cede il passo a forme curiose scolpite sulle pareti, mentre l’eco del verso della foca monaca riecheggia nelle gallerie. La Società Speleologica Baunese gestisce gli arrivi e le partenze da Santa Maria Navarrese, Arbatax o Cala Gonone. Vicino si aprono calette raggiungibili via mare o a piedi: Cala Luna, Cala Biriola, Cala Mariolu, Cala Goloritzè. Un viaggio nel tempo tra fiaba e realtà, nelle viscere di terra e mare.

Sardegna · Alghero
Grotta di Nereo
Sotto Capo Caccia, tra i 15 e i 30 metri di profondità, 500 metri di tunnel compongono la cavità marina sommersa più grande del Mediterraneo e di tutta Europa. La galleria principale si estende per 300 metri, mentre camere secondarie e cunicoli portano lo sviluppo complessivo al mezzo chilometro. Tre ingressi si aprono sul promontorio calcareo: da Punta dell'Asino si entra nell'avangrotta, parte accessibile anche a sub non specializzati in speleologia. Qui il visitatore percorre un habitat marino tra i più completi del Mediterraneo, dentro l'area protetta di Capo Caccia – Isola Piana, scrigno di biodiversità incluso nel Parco di Porto Conte. Coralli, spugne e banchi di pesci popolano ogni anfratto. Un museo vivente del mare, senza vetri.

Sardegna · Alghero
Grotte di Nettuno
Un pescatore le scoprì nel XVIII secolo. Oggi, per scendere nei suoi 656 gradini — l’Escala del Cabirol — ci vogliono gambe salde e un cielo che non minacci tempesta. Le Grotte di Nettuno sono tra le più grandi cavità marine in Italia, e l’accesso è concesso solo quando mare e vento lo permettono. Entri e percorri uno sviluppo orizzontale di circa quattro chilometri, tutto allo stesso livello della superficie del mare. Sotto i tuoi occhi, stalattiti e stalagmiti hanno ricamato sale per due milioni di anni. Tocchi con le mani la roccia carsica, cammini su una spiaggia di sabbia bianchissima, ti fermi davanti a un enorme lago sotterraneo. Puoi arrivarci via mare — dal molo della Dragunara a Porto Conte o dal porto di Alghero — oppure a piedi, scendendo quei 656 gradini che si affacciano sulle falesie a picco sul mare, nell’estremità nord-occidentale della Sardegna. Le Grotte sono il fiore all’occhiello dell’area marina protetta di Capo Caccia-Isola Piana, dentro il parco di Porto Conte. Distano 24 chilometri da Alghero. Un luogo che esiste davvero, ma che solo dal vivo si crede.

Sardegna · Iglesias
Grotta di Santa Barbara
Nel 1952, scavando un pozzo nella miniera di San Giovanni, i minatori si trovarono davanti a una visione: una cavità fino ad allora sconosciuta, una delle più antiche del mondo e la più ‘anziana’ d’Italia. Oggi, dopo un lungo periodo di chiusura, dal 2016 è visitabile con accessi regolamentati. Si arriva con un trenino, si scende nelle viscere della montagna dell’Iglesiente e si percorre un mondo di colonne di stalattiti e stalagmiti, aragoniti, un laghetto sotterraneo e formazioni rocciose uniche in Europa. Ogni passaggio è calibrato per preservare un gioiello prezioso. Un capolavoro della natura che il lavoro dei minatori ha restituito alla luce.

Sardegna · Fluminimaggiore
Su Mannau
540 milioni di anni fa un fiume cominciò a scolpire la roccia. Oggi, nel sottosuolo dell’Iglesiente, quel lavoro non si è fermato: le formazioni calcaree di Su Mannau sono ancora vive, in continua evoluzione. Entri nell’antro e percorri gli otto chilometri che s’insinuano nel cuore della terra, divisi in due rami: a sinistra il fiume Placido ha creato condotti e saloni spettacolari; a destra il Rapido ha scavato un percorso quasi orizzontale, il maggiore. La parte visitabile segue il primo ramo. Nella sala archeologica, un tempio ipogeo frequentato sin da epoca prenuragica, osservi i resti di lucerne a olio, testimoni di antichi riti del culto dell’acqua. Da qui un sentiero già tracciato dai romani collegava la grotta al vicino tempio di Antas. Proseguendo, la parte speleologica inizia con la sala Centrale, che si supera con l’aiuto di corde. Sfumature rosse della roccia, laghetti blu, bianchissime stalattiti e stalagmiti, lucente trasparenza di cristalli: ogni salone è costellato di formazioni dalle dimensioni uniche. Un viaggio nel sottosuolo che non promette fiabe: le consegna, scolpite nella pietra da mezzo miliardo di anni.

Sardegna · Ulassai
Su Marmuri
150 milioni di anni: tanta ne è servita all’acqua per scolpire la grotta più imponente d’Europa, a 880 metri d’altitudine, nel taccu di Ulassai. Il nome Su Marmuri – “il marmo” – viene dall’aspetto della roccia calcarea. Entri e l’umidità ti avvolge. Percorri centinaia di gradini verso le parti più profonde: intorno, stalagmiti e festoni pendono dalle pareti. I saloni si aprono uno dopo l’altro, con stalattiti enormi, concrezioni ‘a colonna’ e laghetti sotterranei che riflettono la luce. La cavità si estende per 850 metri visitabili, scavata nel massiccio che sovrasta il borgo ogliastrino, da sempre punto di riferimento per arrampicata e trekking. Per arrivarci, dal paese percorri una strada asfaltata tra rocce e tacchi separati da gole immense. Qui non si scende: si viaggia nella viscere della terra.

Sardegna · Ozieri
San Michele di Ozieri
La grotta di San Michele, a Ozieri, ha dato il nome alla prima cultura preistorica diffusa in tutta la Sardegna. I reperti qui ritrovati mostrano un livello tecnico stupefacente per l’epoca in cui furono realizzati. Entri in una cavità generata da un corso d’acqua oggi scomparso, che ha scolpito un sistema di gallerie e sale attorno a un ramo principale. Oggi percorri una sessantina dei circa 160 metri di sviluppo, scendendo nel sottosuolo per circa 80 metri. Il nome richiama l’antica chiesa dedicata all’arcangelo Michele, tradizionalmente invocato contro le entità malvagie che si pensava abitassero luoghi sotterranei. Dopo la visita, al Civico Museo Archeologico di Ozieri trovi reperti nuragici e pre-nuragici. Un sottosuolo che ha segnato la preistoria di un’intera isola.

Sardegna · Santadi
Is Zuddas
A 6 chilometri da Santadi, nel Sulcis, il colle di Monte Meana sale a 240 metri. Sotto, le grotte Is Zuddas si aprono in un calcare cambrico, roccia tra le più antiche dell'isola. Scoperta negli anni Sessanta del Novecento attraverso un cunicolo naturale, la cavità era stata prima una cava di marmo. All'interno, le formazioni più curiose sono i 'fiori di grotta': aragoniti eccentriche che crescono in tutte le direzioni, sfidando la gravità. Il percorso sotterraneo è adatto anche ai bambini, con passaggi tra cunicoli e un laghetto interno. Si arriva dalla Provinciale 70, che collega Santadi a Teulada: da Santadi sud, imbocchi via Rio Manno e giri a sinistra.

Sardegna · Dorgali
Grotte del Bue Marino
Il nome delle grotte più vaste d'Italia, nel Golfo di Orosei, viene dal soprannome della foca monaca, che qui trovava rifugio: bue marino. Oggi la foca è scomparsa per l'eccessiva pressione umana, ma restano 70 chilometri di tunnel carsici nelle viscere del Gennargentu. Un sistema che fa parte della Codula di Luna. Per visitarle devi prendere un'imbarcazione da Cala Gonone. All'interno si trovano anche reperti nuragici e pre-nuragici. In sardo si chiamano Rútas de sos boes marinos.

Sardegna · Oliena
Sa Oche e Su Bentu
Il vento ulula tra le pareti verticali della valle di Lanaitto, e non è poesia: è il suono letterale dei flussi d'aria generati dall'acqua che scorre nelle cavità di Sa Oche e Su Bentu. Insieme, formano uno dei complessi carsici più estesi d'Europa, con sale alte fino a cento metri e chilometri di gallerie. Entri e sotto i piedi senti i cristalli affilati che ricoprono il pavimento; davanti a te si aprono laghi sotterranei e spiaggette di sabbia quarzosa. Percorri il sentiero di trekking che parte dal campo base della valle olianese, lo stesso da cui si raggiunge il villaggio nuragico Sa Sedda 'e sos carros. Tendi l'orecchio: l'ululato del vento sull'acqua è la firma sonora di questo sistema carsico unico al mondo, nel cuore buio e profondo del Supramonte.
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