Basilica di Sant'Antioco
“Il 1089 è l’anno in cui la storia scritta incontra la pietra: il giudice di Cagliari dona la basilica ai frati vittorini...”
L'Anima del Posto
Il 1089 è l’anno in cui la storia scritta incontra la pietra: il giudice di Cagliari dona la basilica ai frati vittorini di Marsiglia. Ma il legame con sant’Antioco è più antico, e si rinnova ogni anno, 15 giorni dopo Pasqua, quando il simulacro del santo parte dalla chiesa sul punto più alto del paese e percorre la città in processione. Entra in piazza De Gasperi e sali verso la facciata romanica. Oggi la pianta è longitudinale, a tre navate con altrettante campate, abside centrale e transetto largo quanto l’aula. Due navate laterali aggiunte, anch’esse con absidi, complicano la lettura del monumento. Gli storici dell’arte si interrogano ancora sul cambio strutturale, mentre il luogo viene identificato come quello del martirio di Antioco, nato in Mauritania ed esiliato nell’Isola. Percorri le navate, tocca le pietre che tengono insieme preistoria e storia sarde. Dal lungomare, prendi una via per il centro storico fino a via Regina Margherita, che si affaccia sulla piazza. Qui, in uno dei più importanti esempi di architettura romanica dell’Isola, il nome del santo, dell’isola e della città diventano una cosa sola.

