Casa Deriu
“Nel 1870, per allineare il corso Vittorio Emanuele II secondo il “Piano d’ornato” dell’ingegner Pietro Cadolini (1864-18...”
L'Anima del Posto
Nel 1870, per allineare il corso Vittorio Emanuele II secondo il “Piano d’ornato” dell’ingegner Pietro Cadolini (1864-1867), a Bosa demolirono la chiesa della Maddalena. Da quel taglio nacque piazza Costituzione, con il fontanone di vulcanite e marmo (1881-82) a segnare l’arrivo dell’acquedotto ottocentesco. Su quel corso, che argina l’intrico di “cortes” e “cascios” medievali paralleli al fiume Temo, s’affaccia Casa Deriu. Entri da uno dei due portoni: ai lati, coppie di colonne in trachite rossa locale. Nell’androne, tre arcate tipiche delle abitazioni bosane – una porta ai magazzini, la seconda alle scale, la terza è puramente ornamentale. Dal piano terra, dove un tempo stavano le cantine, sali la scalinata in pietra verso il primo piano: qui trovi esposizioni temporanee su usi e costumi del borgo. Tre livelli, tre musei in uno: arredi ottocenteschi, collezioni d’arte, lo spirito di Bosa tra XIX e XX secolo accorpato da preesistenti abitazioni nel cuore di sa Piatta. Un edificio che non racconta la storia: la contiene fisicamente, piano per piano, nella trachite, nelle arcate, nel marmo del fontanone.


