
Musei garibaldini di Caprera
“Nel 1856, dopo la caduta della Repubblica romana e la morte di Anita, Garibaldi scelse Caprera come rifugio. Dieci anni ...”
L'Anima del Posto
Nel 1856, dopo la caduta della Repubblica romana e la morte di Anita, Garibaldi scelse Caprera come rifugio. Dieci anni più tardi ne acquistò l’intera proprietà, trasformando l’isola di granito e macchia mediterranea nel suo Eden personale, nell’estremo nord-est della Sardegna. Oggi, dal 1978, il Compendio garibaldino è uno dei musei più visitati dell’Isola. Varcato il ponte che collega Caprera a La Maddalena, si entra in un parco storico che è insieme eccellenza paesaggistica e luogo di cultura. Si percorre il sentiero fino alla casa bianca: architettura semplice e rustica, realizzata in granito e intonaco bianco. Si sale la scala del vano centrale, si attraversano le otto sale comunicanti, si toccano gli oggetti appartenuti all’Eroe dei due mondi. Dalla terrazza, lo sguardo domina l’arcipelago, lo stesso che per 26 anni fu scenario delle sue imprese. Qui Garibaldi non è una statua di bronzo: è l’uomo che costruì con le sue mani la propria dimora.

