Giave
“Nel 1788 la parrocchiale di Sant’Andrea venne ristrutturata, ma il suo campanile domina ancora il borgo tardo-medioevale...”
L'Anima del Posto
Nel 1788 la parrocchiale di Sant’Andrea venne ristrutturata, ma il suo campanile domina ancora il borgo tardo-medioevale di Giave, meno di 600 anime issate su un altopiano basaltico del Meilogu. I romani, qui, crearono la biforcazione della strada che da Caralis portava a Turris e a Olbia. Percorri le pinnettas, capanne di pietra con copertura in legno a cono che furono rifugi dei pastori, e riscopri la cultura agropastorale logudorese. Entra nella chiesa di Santa Croce e osserva l’antico altare in legno; sali fino a San Sisto, in posizione panoramica, o raggiungi i santi Cosma e Damiano, meta di pellegrinaggio. Fuori dal borgo, il monumento naturale protetto dei crateri vulcanici del Meilogu ti mostra piccole alture di derivazione lavica: aguzze, arrotondate o tagliate da tavolati pianeggianti. Terra di vulcani spenti, il paesaggio è insolito, ricco di testimonianze nuragiche e pre-nuragiche. Un altopiano dove la pietra lavica racconta duemila anni di strade, pastori e vulcani.



