Necropoli di Mesu 'e Montes
“Nel III millennio a.C., qualcuno scolpì nella roccia calcarea del monte Mamas, a sette chilometri da Ossi, diciotto dimo...”
L'Anima del Posto
Nel III millennio a.C., qualcuno scolpì nella roccia calcarea del monte Mamas, a sette chilometri da Ossi, diciotto dimore per l’eternità. Le chiamano “case delle fate”, ma sono tombe neolitiche: le domus de Janas di Mesu ‘e Montes, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco assieme ad altre sedici. Percorri il viottolo sterrato che parte al km 8,2 della strada per Santa Maria di Cea: dopo 500 metri a piedi, ti trovi ai piedi del costone. Le tombe, tutte pluricellulari, si dispongono in due ali separate da un sentiero. Entra nelle tombe I, II, V e XIII: qui le decorazioni sono le più elaborate, con simboli di culto e funerari mescolati a elementi architettonici delle capanne neolitiche – un lessico domestico per una dimora eterna. Nelle tombe III e XVI, l’ingresso si trasforma: una stele centinata scolpita nella roccia anticipa il profilo delle tombe di Giganti dell’età nuragica. La necropoli fu scavata e usata dal Neolitico finale fino all’età del Bronzo. Un cimitero di pietra che non seppellisce, ma ospita.



