Nurri
“Sull’altopiano di Su Pranu i nuraghi e le tombe dei giganti non sono rovine, ma presenze. Cammini su un suolo che scricc...”
L'Anima del Posto
Sull’altopiano di Su Pranu i nuraghi e le tombe dei giganti non sono rovine, ma presenze. Cammini su un suolo che scricchiola di selci e frammenti di terracotta, e a ogni passo ti sembra di sentire l’eco di un fuoco acceso tremila anni fa. Poi la salita si stringe, il borgo di Nurri appare come un grappolo di case aggrappate alla roccia, e l’unico rumore è quello dei tuoi passi sui ciottoli consumati. La sorpresa arriva all’interno della chiesa di San Michele: dopo il buio del portale, il retablo del ‘500 ti investe con il suo oro, vivido e improvviso come un raggio di sole che squarcia una nuvola. Fuori, basta seguire un sentiero qualsiasi tra i lecci per incontrare un altro muro ciclopico, un altro frammento di una storia che qui è ancora pane quotidiano.

