
San Simplicio - Olbia
“Il 15 maggio del 304 d.C., durante le persecuzioni di Diocleziano, moriva martire Simplicio vescovo. Oggi, la basilica c...”
L'Anima del Posto
Il 15 maggio del 304 d.C., durante le persecuzioni di Diocleziano, moriva martire Simplicio vescovo. Oggi, la basilica che porta il suo nome – edificata per volontà dei giudici di Gallura tra fine XI e inizio XII secolo – è il più importante monumento religioso della Sardegna nord-orientale e la più antica testimonianza della diffusione del cristianesimo sull’Isola. Entri nel centro urbano di Olbia, percorri il Corso Umberto, superi la stazione ferroviaria e svolti a destra in via San Simplicio. La chiesa sorge su una collina che un tempo stava fuori dalle mura cittadine, in posizione sopraelevata e in corrispondenza dell’antica necropoli occidentale romana. Misura 33 metri per 13, è alta circa 12 metri e ha pianta a tre navate divise da arcate su pilastri e colonne, secondo un sistema alternato di sostegni. Osservi i capitelli in granito: quelli di pilastro sono schiacciati, a tronco di piramide; tra quelli di colonna, uno è del tipo ad angoli smussati attestato nella valle del Po dal secolo XI, mentre due rappresentano l’unico esempio di capitelli decorati per il Romanico sardo. La resa approssimativa degli ornati è dovuta alla natura del granito, difficile da lavorare. Noti i filari di mattoni in cotto inseriti dai costruttori per alleggerire le strutture dopo il crollo delle volte a botte laterali, causato dal peso eccessivo della pietra locale. La navata centrale è coperta da un tetto ligneo. Sulla facciata, divisa in due ordini, il portale architravato con arco di scarico è in asse con la trifora superiore, costituita da due colonnine a nodo. Otto bacini ceramici completano la decorazione. Ogni anno, a maggio, i fedeli olbiesi festeggiano qui il santo patrono della città. San Simplicio è l’edificio più imponente della storia romanica nell’Isola.

