Serpentara
“134 ettari di granito, conigli selvatici e macchia mediterranea profumata: Serpentara non è un’isola da cartolina patina...”
L'Anima del Posto
134 ettari di granito, conigli selvatici e macchia mediterranea profumata: Serpentara non è un’isola da cartolina patinata, ma un blocco di roccia viva a quattro chilometri dalle spiagge di Villasimius. Il nome lo deve alla forma allungata e sinuosa, che evoca un serpente. Sbarchi a Caletta d’Approdo, a nord-ovest, l’accesso più agevole. Poi cammini tra scogli granitici – i Variglioni, a nord – che scavano piscine naturali dove tuffarsi. A sud, il vento ha modellato ammassi di graniti gialli, grigi e rosati. Sopra di te volano aironi, gabbiani corsi e marangoni dal ciuffo, che qui nidificano. Vicino alla costa, non è raro vedere delfini. L’isola è disabitata, ma non deserta. Nessun ristorante, nessun ombrellone. Solo il rumore del mare e l’odore del lentisco. Un frammento di Sardegna che il turismo di massa non ha ancora addomesticato.

