Boschi & Foreste

26 luoghi di boschi & foreste in Italia, selezionati fuori dai circuiti turistici.

26 luoghiSardegna (26)

I Migliori Boschi & Foreste in Italia

Montes

Sardegna · Orgosolo

Montes

Quattromilacinquecento ettari di foresta demaniale, dal Gennargentu al rio Flumineddu: la lecceta plurisecolare di Montes, nel territorio di Orgosolo, è unica nel bacino del Mediterraneo per estensione e caratteristiche. Percorri la Strada Provinciale 48 per circa 15 chilometri da Orgosolo verso sud, fino a Lodei Malu (Funtana Bona), presso il Complesso Forestale dell’Ente Foreste della Sardegna. Entri in *sas Baddes*: mille ettari di lecci alti 20-25 metri, una delle leccete più antiche ed estese d’Europa. Qui convivono aceri, agrifogli, corbezzoli, filliree e tassi. Nel sottobosco spunta la peonia, rosa selvatica del Gennargentu, con fioriture rosso porporino, rosee solo a inizio primavera. Il Supramonte prende forma sinuosa tra valli, dirupi e rami contorti, in uno scenario di selvaggia bellezza. Archeologia nuragica e pre-nuragica completa il paesaggio.

Bono

Sardegna · Bono

Bono

A 1259 metri, sa Punta Manna segna la vetta del monte Rasu. Sul suo pendio, la località sos Nibberos custodisce la foresta di tassi più ampia d’Italia: alcuni esemplari millenari superano i 15 metri d’altezza. Da Bono, borgo agropastorale a oltre 500 metri, si percorre un territorio che alterna pianure e rilievi, dalla valle del Tirso fino al Rasu. Nell’oasi di monte Pisanu, tra laghetti, trovi cedri atlantici, roverelle, tuie giganti e abeti bianchi. Entri in un paese di 3600 abitanti che mantiene vive le tradizioni artigiane: ferro, legno, tessitura con antichi telai, panificazione. Il legame col Nuorese è stretto, la provincia è Sassari. Un borgo che non si ferma alla pietra, ma si estende nella foresta.

Illorai

Sardegna · Illorai

Illorai

A Illorai, 900 abitanti arrampicati a 500 metri d’altitudine sui rilievi del Goceano, la natura non fa da cornice: è il protagonista. Percorri il ‘sentiero dei grandi alberi’ fino a località Melabrina e ti trovi davanti a una roverella che, con dodici metri di circonferenza e 25 d’altezza, è considerata la più grande d’Europa. Il parco di Iscuvudè è un lussureggiante bosco di lecci e roverelle secolari, agrifogli e ciliegi, mentre i monti Bassu e Artu sono ricoperti da folti boschi intervallati da prati. A sos Banzos, sorgenti termali benefiche per i dolori reumatici ricordano le Aquae Lesitanae di Benetutti. Al centro del paese, la parrocchiale di san Gavino conserva preziosi mosaici e le statue del patrono e di santa Barbara, proveniente dal villaggio scomparso di Bortiocoro. In campagna, tre chiese dedicate alla Madonna della Neve, due sconsacrate di cui una seicentesca, e un santuario del 1978 dove si celebra due volte l’anno la ‘festa lunga’. Un piccolo centro del Logudoro più profondo, dove il rigoglioso verde di alberi secolari è impreziosito da importanti testimonianze archeologiche.

Belvì

Sardegna · Belvì

Belvì

A 660 metri d’altezza sul monte Genna de Crobu, Belvì è un centro agropastorale di 600 abitanti che non si arrampica per il panorama: lo fa per i boschi. Agrifogli, castagni, ciliegi, lecci, noccioli e roveri lo circondano; nelle aree rocciose, ginepri e ulivi. Entri nella foresta di Uatzo, attraversata dal tratto settentrionale del Trenino Verde, e trovi aree pic-nic. Percorri la pineta di Pitz’e Pranu, con il suo parco avventura. L’oasi Su de Maccioni e la punta Tonnai sono tappe obbligate. Nell’immaginario popolare, qui abitano il Maschinganna, che spaventa chi si avventura, e le janas, che di giorno tessono nelle domus scavate nella roccia (sepolture prenuragiche) e di notte vagano per le selve. A Belvì la natura non è sfondo: è il racconto.

Monte Lerno

Sardegna · Pattada

Monte Lerno

A 1093 metri, Punta Campanile segna il punto più alto di un complesso forestale che si estende per oltre 2800 ettari. Il demanio regionale di Monte Lerno, nel territorio di Pattada, inizia a 400 metri d’altitudine e sale tra lecci, querce da sughero di Trataxis, roverelle, agrifogli, ginepri e tassi. Percorri la SP 128 bis Ozieri-Pattada o la SS 389 Pattada-Budduso per arrivare. Entri in un sottobosco fitto di erica, corbezzolo, fillirea e cisto. Se hai fortuna, incroci il cervo sardo o il muflone, specie protette ripopolate nella foresta, insieme a cinghiali e lepri. L’oasi unisce colori vivaci, archeologia nuragica e pre-nuragica, e le curve che hanno reso Monte Lerno una tappa del mondiale rally. Qui la natura non è scenario: è protagonista.

Anela

Sardegna · Anela

Anela

Nel 1886, un migliaio di ettari di altipiano a mille metri d’altitudine vennero piantati a lecci, roverelle e agrifogli. Oggi, nella foresta d’Anela, a quelle essenze si sono aggiunti abeti, faggi, castagni, cedri dell’Atlante e pini neri, ricreando in Sardegna un lembo di bosco appenninico. Percorri i sentieri tra prati che in primavera si coprono di fiori dai mille colori. Il borgo, a circa 450 metri d’altezza e con poco meno di 700 residenti, è forse il più antico della regione del Goceano: fondato forse dai romani nell’epoca di Silla, fu sede di curatoria durante l’età giudicale e, a metà del XIX secolo, feudo regio. Un altopiano di bosco e storia, dove il trekking s’innesta su stratificazioni millenarie.

Campidano

Sardegna · Sinnai

Campidano

A meno di 15 chilometri da Cagliari, una foresta demaniale di circa 1600 ettari si estende tra i territori di Sinnai, Dolianova, Settimo San Pietro e Soleminis. Non è un bosco antico: è il risultato di rimboschimenti compiuti nel Novecento. In località sa Pira, a nord-ovest di Sinnai, una pineta di pini d’Aleppo fu impiantata con la manodopera di prigionieri austriaci durante la prima guerra mondiale. Oggi, tra sugherete, leccete, acacie, eucalipti e cipressi dell’Arizona, si percorrono sentieri a piedi, in bici o a cavallo. Il sottobosco profuma di corbezzoli, ginepri, filliree, lentischi e olivastri. Emergono tracce di una probabile area sacra nuragica e i resti di una miniera d’argento. Un centro di esperienza ed educazione ambientale accoglie chi vuole approfondire. Si arriva da Sinnai per la Via della Pineta, o da Soleminis percorrendo circa 5 chilometri su strada parzialmente asfaltata. Un polmone verde che non nasconde le sue cicatrici, ma le trasforma in sentieri.

Oschiri

Sardegna · Oschiri

Oschiri

Ai confini tra Logudoro e Gallura, il massiccio granitico del Limbara fa da quinta a un centro agropastorale di tremila e 300 abitanti. Qui, ad agosto, la sagra delle panadas – pasta sfoglia ripiena di carni e aromi naturali – si combina con la fiera agroalimentare della Gallura. Attorno all’abitato, vallate punteggiate di lecci e sugherete si perdono a vista d’occhio. Entra nella foresta su Filigosu, oasi protetta: vedrai cervi, daini, donnole, mufloni, e il volo di aquile, falchi e sparvieri. Sul lago Coghinas, meta di pesca sportiva, sci nautico e kayak, l’acqua riflette il profilo del massiccio. Un territorio tra i più ‘romanizzati’ della Sardegna, dove archeologia nuragica e pre-nuragica si intrecciano con carni bovine, vermentino e formaggi. Il passato preistorico e romano è ancora vivo nelle antiche chiese e tradizioni.

Fiorentini

Sardegna · Bultei

Fiorentini

Dal 1886 è demanio dello Stato, eppure pochi sanno che questa foresta, una delle più antiche della Sardegna, custodisce alcuni degli alberi più alti dell’Isola. Fiorentini si distende su quasi 1600 ettari di altopiano granitico, nel territorio di Bultei, a nord del complesso del Goceano. Percorrendo la SP 36 per Nughedu San Nicolò, si attraversa il bosco passando accanto alla casermetta forestale "A. Morelli". In alternativa, al km 12 si imbocca la SS 128 bis Bultei-Pattada, detta la strada delle vette, che conduce a Sa Fraigada. Qui il visitatore sale fino a mille metri e incontra boschi di lecci che, a quote più basse, lasciano spazio a maestose querce da sughero, fonte di sughero di ottima qualità. In alcuni tratti la vegetazione si infittisce: roverelle, agrifogli e qualche tasso si mescolano ai lecci. La foresta è anche un giacimento archeologico, con siti nuragici e pre-nuragici, e luoghi di culto che punteggiano il percorso. Un polmone verde che non promette incanti, ma consegna fatti: alberi secolari, sentieri granitici, una storia demaniale lunga quasi un secolo e mezzo.

Villa San Pietro

Sardegna · Villa San Pietro

Villa San Pietro

A mezzora da Cagliari, ai piedi del monte Punta sa Cresia, Villa San Pietro è l’unico caso tra i piccoli Comuni isolani in costante crescita demografica da fine anni Sessanta del XX secolo. Duemila abitanti, vocazione agropastorale, origini romane. Il suo territorio non ha sbocco a mare, ma si spinge fino alla spiaggia di sabbia grossa e ciottoli di Porto Colombu, accanto al porto turistico di Perd’e Sali. Nell’entroterra, percorri i sentieri segnalati della foresta di Monte Nieddu, su massicci granitici, e dell’oasi faunistica Is Cannoneris, dove sono stati ripopolati cervo sardo e daino. Boschi di lecci, macchia mediterranea e conifere si perdono all’orizzonte, irrorati da corsi d’acqua. Dalla vetta di Punta Sebera, ammiri il golfo di Cagliari e la costa sud-occidentale. Un paese di passaggio per la più famosa festa della Sardegna, attorniato da testimonianze nuragiche.

Monte Pisanu

Sardegna · Bono, Bottidda

Monte Pisanu

Sulle pendici del monte ‘sacro’ del Goceano, la foresta di Monte Pisanu si estende per circa 2200 ettari tra Bono e Bottidda. Percorri la SP 45 o la SP 101 che la attraversano per intero: entri in un polmone verde che custodisce Sos Nibberos, la più ampia distesa di Taxus Baccata d’Italia, dichiarata monumento naturale dalla Regione Sardegna. Alcuni di questi tassi plurisecolari, pressoché millenari, si innalzano fino a 15 metri. Cammini tra boschi di roverella, formazioni miste di leccio e sughera, endemismi rari. Dall’alto, l’antichissimo ex convento francescano sorveglia l’oasi. A completare il quadro, tracce di archeologia nuragica e pre-nuragica. Un luogo dove natura e spiritualità si incontrano senza bisogno di aggettivi.

Seui

Sardegna · Seui

Seui

A 800 metri d’altitudine, sulle pendici meridionali del Gennargentu, Seui è il più importante centro della Barbagia di Seulo. Mille e 300 abitanti, un borgo medievale che s’arrampica al confine tra sud Sardegna e Ogliastra. Attorno, la foresta di Montarbu: 2800 ettari di pareti verticali e vallate solcate da ruscelli e cascate, come Serra Middai. Qui percorri sentieri dove il leccio copre metà dei 15 mila ettari di territorio, tra roverelle, sughere e conifere sulle vette. Un tratto insolito è il bosco di carpino nero e tasso del monte Tonneri. Nell’ascesa a Punta Margiani Pubusa (1325 metri), ammirerai l’inghiottitoio su Stampu e raggiungerai il monumento Perda Liana. L’oasi faunistica ospita aquila reale, cervo, daino e muflone. A mille metri d’altezza spicca il nuraghe Ardasai, torre centrale cinta da mura con altre torri addossate e resti di capanne. Immerse tra rocce e boschi, le testimonianze preistoriche fanno da cornice a castagni che in autunno si tingono di colori caldi. Un ‘paese-museo’ di montagna, patria di cultura e del cibo, attorniato da fitti boschi e monumenti naturali.

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