Castelli

21 luoghi di castelli medievali, torri e fortezze storiche in Italia, selezionati fuori dai circuiti turistici.

21 luoghiSardegna (21)

I Migliori Castelli in Italia

Castello di Sanluri

Sardegna · Sanluri

Castello di Sanluri

Nel 1355 Pietro IV d’Aragona ne ordinò la fortificazione, completata in soli 27 giorni. Oggi è l’unico ancora abitabile tra gli 88 castelli medievali sardi. Entri e percorri sale che hanno visto lo scontro cruento del 1409 tra truppe arborensi e spagnole, poi la trasformazione in dimora nobiliare passata per le famiglie De Sena, Henriquez, Aymerich, fino ai conti Villa Santa, proprietari dal 1920. Sali le scale e osservi le forme risalenti alla metà del XIV secolo, intatte. Tocchi le pietre che furono strategica roccaforte al confine tra i giudicati di Cagliari e Arborea, prima che la funzione militare svanisse. Il castello detto di Eleonora d’Arborea – seppure è incerto se la giudicessa vi abbia soggiornato – sorge a Sanluri, a 50 chilometri da Cagliari. Da qui, a distanza di secoli, vivi le stesse sensazioni della vita di un castello medievale, poi rinascimentale, oggi affascinante museo.

Castello di Pedres

Sardegna · Olbia

Castello di Pedres

A 140 metri d’altitudine, sulla sommità di una rocca granitica, il castello di Pedres non è un rudere qualunque: è ciò che resta di un avamposto edificato nel XIII secolo, durante il governo dei Visconti di Pisa. Da lì, a cinque chilometri a sud di Olbia, si domina la città e il mare della Gallura. Entri in un cantiere di secoli: prima difese il giudicato di Gallura, poi passò ai frati ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme intorno alla metà del Trecento, infine agli aragonesi. L’abbandono arrivò dal secolo successivo. Sotto, a poche centinaia di metri, sorgeva Villa Pedresa, villaggio scomparso di cui parlano fonti trecentesche. Oggi, salendo, attraversi millenni: dal Medioevo all’età nuragica, fino all’Olbia romana, a due passi da spiagge da sogno. Un punto fisso nel tempo, che non si è mai spostato.

Castello di Marmilla e Museo MudA

Sardegna · Las Plassas

Castello di Marmilla e Museo MudA

Nel 1172, un documento certifica la cessione del castello dagli arborensi alla repubblica di Genova. Ma la fortezza, che domina la fertile ‘terra del grano’ della Marmilla da un colle alto 270 metri, è ancora più antica: la sua origine risale entro la prima metà del XII secolo. Roccaforte della ‘cintura’ difensiva di confine del giudicato di Arborea, insieme a Monreale di Sardara e Arcuentu di Guspini, ebbe un ruolo cruciale nella guerra contro la Corona d’Aragona. Si narra che vi soggiornarono il giudice Mariano IV e, forse, sua figlia Eleonora, co-autori della *Carta de Logu*. Oggi, salendo fino alla sommità del colle perfettamente conico, ti trovi di fronte a una pianta esagonale irregolare che sfrutta 550 metri quadri di spazio sommitale. La torre maestra e le murature, perimetrali e interne, sono quasi integre dopo il consolidamento del 2001. Osserva la grande cisterna scavata nella roccia, che insieme a una esterna alle mura garantiva l’acqua. Negli ambienti riconosci gli alloggi della guarnigione, magazzini, depositi di grano, corte d’armi e guardiania. Gli scavi hanno restituito ceramiche dal XIII al XVI secolo, resti di una macina, frammenti di armi e cibo. Questi reperti sono esposti nel museo MudA, ospitato in una dimora campidanese ottocentesca di Las Plassas. Un percorso multimediale di un’ora e mezza, che culmina in una fiction sulla visita di Mariano IV, racconta la quotidianità delle guarnigioni e la vita medioevale in Sardegna. Tra i pannelli, spicca un’epigrafe latina del I secolo d.C., in cui il popolo degli Uneritani dedicava un tempio a Giove Ottimo Massimo. La fortezza fu carcere sino al XIX secolo: un testimone di pietra di un Medioevo conteso.

Castello di San Michele

Sardegna · Cagliari

Castello di San Michele

Sul colle dove i romani posero un tempio a Esculapio, e che i bizantini dedicarono a san Michele, oggi svetta una fortezza giudicale in ottime condizioni. Percorri i tornanti tra rocce tufacee, agavi e macchia mediterranea, fino a raggiungere il castello, oggi museo e centro culturale, contornato da un parco. Un tempo isolato, ora è parte del quartiere di is Mirrionis. Dalla vetta lo sguardo abbraccia a 360 gradi le fortificazioni del quartiere Castello, il porto, il Poetto, la Sella del Diavolo, la laguna di Santa Gilla. Il maniero, da sempre sentinella della via d’accesso al Campidano, si scorge da ogni punto della città e dei dintorni, anche a chilometri. Per storia, leggende, peculiarità e panorama, è uno dei monumenti più suggestivi di Cagliari.

Castello dei Doria - Museo dell'intreccio mediterraneo

Sardegna · Castelsardo

Castello dei Doria - Museo dell'intreccio mediterraneo

Fu fortezza dei Doria e residenza giudicale, ma oggi dentro le sue mura non si combatte: si intrecciano fibre vegetali. Il castello di Castelsardo, su un promontorio a picco sul golfo dell’Asinara, è diventato il Museo dell’intreccio mediterraneo. Entri nelle sale espositive e trovi produzioni artigianali dalla Sardegna e dai Paesi del bacino del Mediterraneo, tutte realizzate con quella tecnica antica. Passeggi tra mura medievali e stradine dove la tradizione rivive ogni giorno, a due passi da spiagge che non ti aspetti. Il castello ha attraversato i secoli in ottime condizioni grazie a vari restauri, e ora custodisce un patrimonio di saperi tramandati fedelmente. Un simbolo dell’artigianato sardo che continua a ‘vivere’.

Castello di Quirra

Sardegna · Villaputzu

Castello di Quirra

Per arrivare al castello di Quirra, abbandoni l’asfalto della vecchia statale 125 – l’Orientale sarda dei biker – e affronti venti minuti a piedi su un sentiero impervio. Le mura, possenti, appaiono assediate dalla natura selvatica. Da lassù, lo sguardo corre su Cala Murtas e Porto Corallo da un lato, sui Tacchi ogliastrini dall’altro. Costruito nel XII secolo dai giudici di Cagliari sulla collina di Cudias, segnava allora il confine col giudicato di Gallura. Passò ai pisani, poi alla Corona d’Aragona, che lo assegnò come risarcimento per il sostegno bellico alla potente famiglia dei Carroz. Ai nobili valenziani andarono anche il castello di Cagliari e altri feudi nel sud della Sardegna. Oggi il salto di Quirra fa parte del Comune di Villaputzu, territorio di passaggio dal Sarrabus all’Ogliastra. Ogni vista, risalendo il colle, sarebbe da immortalare. Poi arrivano le suggestioni di una fortezza intrisa di storia e leggenda.

Castello di Monreale

Sardegna · Sardara

Castello di Monreale

Nel 1324 vi soggiornò Teresa d’Entença, moglie dell’infante Alfonso d’Aragona: il castello di Monreale non era solo una fortezza, ma una residenza reale. Oggi come allora, le sue possenti mura svettano su un colle a pochi chilometri da Sardara e dalla statale 131. Percorri un agevole sentiero che sale al maniero, e da lassù lo sguardo abbraccia tutto il Campidano fino al golfo degli Angeli. Insieme al castello di Marmilla (Las Plassas) e a quello del monte Arcuentu (Arbus), componeva la linea difensiva meridionale del giudicato d’Arborea. Entra nelle sale dove soggiornarono Mariano IV ed Eleonora, quando la corte arborense vi trascorreva periodi di riposo e cure, data la vicinanza con le antiche terme di Santa Maria Aquas. Ai piedi del colle, presso la chiesa di Sant’Anastasia, sorgeva un santuario nuragico con tempio a pozzo; nel territorio restano tracce di insediamenti punici e romani. Un guardiano al centro del Medio Campidano, conteso tra aragonesi e catalani, che ancora oggi domina la piana.

Castello Siviller

Sardegna · Villasor

Castello Siviller

Nel 1415 Giovanni Siviller, doganiere del Castello di Cagliari e procuratore reale, edificò questa casa-fortezza sopra le rovine della chiesa parrocchiale di Santa Maria. La sua origine fu prettamente difensiva: proteggere la zona dai superstiti della guerra tra Arborea e Aragona, durata oltre 50 anni. Entri in un raro esempio sardo di casa signorile fortificata, dove per dimensioni e caratteristiche costruttive l’edificio è quasi unico nell’isola. Accanto, la chiesa di San Biagio completa il polo di potere laico e religioso attorno al quale, dal XV secolo, si è sviluppata l’antica Villa di Sorres. Il circondario è ricco di siti archeologici di valore, nuragici e pre-nuragici. Un maniero che ha segnato le vicende storiche di un intero paese.

Castello di Sassai

Sardegna · Silius

Castello di Sassai

Nel 1353, 700 cavalieri e una numerosa fanteria non bastarono a difendere il castello di Sassai dall’assalto dei partigiani cagliaritani di Mariano IV d’Arborea. Fu l’inizio della guerra sardo-catalana, e la fine per questa fortezza: il giudice ne decise la distruzione, e la Corona spagnola, dopo la tregua dell’anno successivo, scelse di non ricostruirla. Vita breve ma intensa, circa un secolo: costruito, assediato, distrutto e abbandonato. Oggi lo raggiungi salendo su un colle dell’altopiano del Gerrei, a quattro chilometri da Silius. Lo vedi solitario, detto anche Orguglioso, edificato nel XIII secolo per conto del giudicato di Cagliari allora controllato da Pisa. Entri tra le mura che difendevano i confini tra giudicati nemici e proteggevano il vicino villaggio di Sassai, del quale non rimangono più tracce. Intorno, verdi vallate e testimonianze di archeologia nuragica e pre-nuragica. Un castello vissuto un solo secolo, ma sufficiente a diventare simbolo di una fase decisiva della storia sarda.

Castello della Fava

Sardegna · Posada

Castello della Fava

Un piccione ferito, lo stomaco gonfio di fave, cadde nell’accampamento turco intorno al 1300. I nemici, convinti che gli assediati avessero scorte abbondanti, tolsero l’assedio e lasciarono le coste dell’isola. È la leggenda che dà nome al castello della Fava, fortezza costruita dai giudici di Gallura nel XIII secolo, a Posada, in Baronia, nel nord-est della Sardegna. Oggi, salendo per i vicoli stretti del borgo medioevale – un labirinto di piazzette nascoste che richiamano imboscate e fughe – si arriva al colle calcareo dove il castello sorge. Ne restano pochi ruderi: una cinta muraria quadrangolare irregolare in conci di pietrame poco lavorati, una torre a pianta quadrata con coronamento merlato e una serie di cisterne. Da lassù si domina la piana percorsa dal rio Posada. Il centro storico, alle pendici del colle, conserva edifici con strutture medievali. Collocato al confine tra il regno di Gallura e quello d’Arborea, il castello fu dimora dei giudici sardi e di Eleonora d’Arborea, finì nelle mani degli aragonesi intorno al 1380, tornò sotto Brancaleone Doria, e con la caduta del giudicato d’Arborea fu infeudato alla famiglia Carròs, elevato a baronia. La storia degli studi sul castello parte dalla voce “Posada” di Vittorio Angius nel *Dizionario* del Casalis (1847), e prosegue con Raimondo Carta Raspi (1933), Foiso Fois (1992) e Angelo Castellaccio (1990). Un rudere che non racconta solo pietre, ma la strategia di un popolo che, con un pugno di fave, salvò sé stesso.

Castello di Acquafredda

Sardegna · Siliqua

Castello di Acquafredda

Il conte Ugolino dei Donoratico, che Dante chiuse nel XXIII canto dell’Inferno, ne divenne proprietario nel 1257. Ma la fortezza è più antica: una bolla papale del 1215 già la cita. Da allora, il castello di Acquafredda ha visto passare Pisa, gli Aragonesi (1324) e una sfilza di feudatari, fino al riscatto di Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785. Oggi, per raggiungerlo, lasci Siliqua e imbocchi la Statale 293 verso Carbonia. Poi sali a piedi. Scalate le pendici del colle vulcanico, il panorama si apre: il verde della valle del Cixerri, Cagliari all’orizzonte, la Marmilla, l’Iglesiente. All’alba e al tramonto, le ombre della fortezza si allungano sulla vallata. Tocchi la pietra, senti il vento, e capisci perché questo luogo è da sempre ammantato di leggende. Un castello abitato da personaggi danteschi, su un colle di origine vulcanica: la storia, qui, ha il peso della roccia.

Castello di Pontes

Sardegna · Galtellì

Castello di Pontes

Grazia Deledda, nel suo capolavoro ‘Canne al Vento’, scrisse che “i fantasmi degli antichi Baroni scendevano dalle rovine del castello sopra il paese di Galte”. La scrittrice premio Nobel rese immortali i ruderi del castello di Pontes, oggi parte integrante del parco letterario deleddiano. Edificata su un’altura ai piedi del monte Tuttavista, la fortezza domina la piana del fiume Cedrino. Dall’XI secolo svolse una funzione strategica, proteggendo i collegamenti tra la costa orientale e l’entroterra. Galtellì era allora importante sede religiosa e politica del giudicato gallurese. Nel XIV secolo fu attaccata e conquistata dalla Corona aragonese. Abitato fino al XV secolo, il castello fu poi abbandonato. Il suo ultimo proprietario, il barone Guiso, è al centro di numerose leggende: il suo fantasma si aggirerebbe nottetempo tra le rovine, mentre la sua famiglia è costretta a vagare per i sotterranei. Percorri i ruderi invasi dalla vegetazione, fuori dal paese, in un sito che offre un paesaggio spettacolare tra montagne, fiumi e vallate. Una roccaforte della Baronìa, teatro di eventi storici e racconti soprannaturali.

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