Cosa vedere a Gairo
Gairo ospita 5 luoghi selezionati da GODITALY in Sardegna. Tra Borgo, Mare, Montagna, la zona offre esperienze autentiche fuori dai circuiti turistici di massa. Questa pagina raccoglie i luoghi verificati con coordinate, descrizioni originali e dati pratici per pianificare la visita.
I migliori luoghi a Gairo

Montagna
Perda 'e Liana
Dichiarato monumento naturale nel 1993, questo torrione di 1293 metri è il più alto fra i tacchi ogliastrini: un dito di roccia che spunta dalla terra, avvistabile a grande distanza. Un tempo, forse, luogo di raduno nuragico; poi, nelle leggende popolari, ingresso degli Inferi. Percorri la strada che da Seui porta verso Ussassai, imbocchi la deviazione per l’altopiano del Monte Tonneri e, dopo circa 9 chilometri, arrivi alla base. Qui osservi il maggiore testimone dell’erosione calcarea, durata decine di milioni di anni, che ha isolato la torre e modellato la sua sella d’Arcu ‘e su Pirastu Trottu. Forse, in epoca remota, formava un’unica cresta con l’altopiano distante due chilometri. Tocchi la pietra che i sardi chiamano *taccu* o *tonneri*, propaggine settentrionale di un territorio selvaggio al confine con la Barbagia di Seulo. Simbolo dell’Ogliastra. Un monumento naturale che non promette nulla: è già tutto lì, da decine di milioni di anni.

Borgo
Gairo Vecchio
Nell’ottobre del 1951, la terra che scorre smise di reggere le case. Il borgo-fantasma più famoso dell’est Sardegna, Gairo Vecchio, si svuotò per sempre. Oggi sali per le sue stradine silenziose che s’inerpicano sul costone del monte Trunconi, tra viuzze in terra battuta e selciato collegate da scalette e viottoli inclinati. I ruderi degli edifici rimangono tenacemente aggrappati alla roccia, disposti orizzontalmente su livelli sfalsati, come terrazzamenti che delimitavano le costruzioni. Cammini tra rovine che raccontano un tempo scandito dal ciclo agropastorale, mentre la valle del rio Pardu si apre sotto. Nei dintorni, l’archeologia nuragica e pre-nuragica del parco del bosco di Seleni completa il paesaggio. Un paese che non è morto: è rimasto aggrappato alla sua instabilità.

Borgo
Gairo Sant'Elena
Nel 1951 l’alluvione spazzò via Gairo vecchia, oggi villaggio fantasma. La popolazione si divise: una parte fondò Cardedu sulla costa, l’altra costruì Gairo Sant’Elena, arrampicata sul versante di una ripida gola tra 700 e 800 metri d’altitudine. Qui vivono 1500 abitanti. A otto chilometri si trova la frazione di Gairo Taquisara, con la stazione del Trenino Verde lungo il tratto Mandas-Arbatax. Era lo scalo della più breve linea ferroviaria sarda, che partiva da Gairo seguendo il rio Pardu fino a Jerzu, oggi riconvertita nel museo Stazione dell’Arte a Ulassai. Il territorio è uno scrigno di attrazioni naturalistiche costiere e dell’entroterra, con aree di archeologia nuragica e pre-nuragica come il parco archeologico del bosco di Seleni. Un paese vissuto due volte, prima e dopo una terribile alluvione.
Mare
Coccorrocci
Quattro chilometri di ciottoli porfirici: nessun’altra spiaggia sarda è interamente fatta di sassolini. A Coccorrocci, sulla costa orientale dell’isola, il mare d’Ogliastra lambisce una distesa di pietroline vulcaniche – bianche, rosa, grigie, verdastre – che il tempo ha reso lisce e lucenti. Il nome viene da *is coccorroccius*, le chiocciole marine che vivono tra questi ciottoli. I monti Ferru e Cartucceddu incombono con le loro rocce di porfido rosso; i ginepri incorniciano di verde la spiaggia e la inebriano di profumi. Entri in acqua e la purezza ti mostra fondali ricchi di flora e fauna marina. La battigia invita a lunghe camminate, mentre i sassolini luccicano sotto il sole. Da Cardedu si arriva seguendo le indicazioni per Coccorrocci, passando per viale Buoncammino e via Tatacciu. Qui, tra piscine naturali e tracce di archeologia nuragica e pre-nuragica, il relax è una questione di geologia.

Mare
Su Sirboni
Il nome significa ‘il cinghiale’, ma è nota anche come Cala Francese: una lingua di sabbia bianca e finissima incastonata tra porfidi rossi, nella marina di Gairo, in Ogliastra. La raggiungi uscendo dalla vecchia statale 125 a Cardedu, poi per otto chilometri verso la marina, oltre Perd’e Pera. Da lì, solo a piedi. Sbuchi tra pinnacoli che sembrano torri, rocce frastagliate, e trovi i bungalow di un vecchio resort, abbandonato da decenni e ormai inglobato nella macchia. Il contrasto è netto: sabbia bianca, azzurro del mare, rossastro delle rocce, verde della vegetazione. Quasi mai affollata, selvaggia e suadente. Poco oltre, le piscine naturali di Monte Ferru e tracce di archeologia nuragica e pre-nuragica. Un luogo che non si concede al viaggiatore frettoloso.
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Da visitare nella stessa giornata o in un weekend esteso.
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Domande frequenti su Gairo
Cosa fare a Gairo?
Gairo offre 5 luoghi selezionati da GODITALY: tra i principali Perda 'e Liana e Gairo Vecchio. La zona unisce paesaggi autentici, patrimonio storico e gastronomia locale fuori dai circuiti turistici.
Cosa vedere in 1 giorno a Gairo?
Per una visita di un giorno a Gairo puoi concentrarti su 2-3 luoghi tra Perda 'e Liana e Gairo Vecchio. La selezione GODITALY include schede con durata indicativa, intensità e periodo migliore per organizzare l'itinerario.
Quando visitare Gairo?
I luoghi di Gairo sono visitabili principalmente in primavera, estate, autunno. Ogni scheda GODITALY indica la stagionalità consigliata in base alle condizioni climatiche e di accesso.
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