Necropoli di Ludurru
“Sei domus de janas scavate nel granito tra il 3200 e il 2800 a.C., a poche centinaia di metri dall’abitato di Buddusò. Q...”
L'Anima del Posto
Sei domus de janas scavate nel granito tra il 3200 e il 2800 a.C., a poche centinaia di metri dall’abitato di Buddusò. Qui, nel Neolitico finale, la roccia più dura del Monte Acuto veniva scalpellata per accogliere i defunti. Entri in un altopiano del nord-est della Sardegna, tra fillirea e querce da sughero. L’affioramento granitico è un bancone unico: sali, ti abbassi, percorri le sei “case delle fate”. Ogni ipogeo è una sala complessa, con decorazioni cultuali incise nella pietra. La fatica di scavare nella durissima roccia è ancora leggibile nelle pareti levigate dal tempo. Il paesaggio intorno è quello del ‘paese di granito’, crocevia tra Gallura, Monte Acuto, Goceano, Baronìa e alta Barbagia. Da Nuoro prendi la SS 389, passi Bitti, arrivi a Buddusò. Prosegui verso Alà dei Sardi: dopo circa 500 metri, a destra, il grande affioramento roccioso ti aspetta. La necropoli di Ludurru è un’emblematica testimonianza della preistoria sarda, scolpita nella pietra che ha fatto la storia di quest’isola.


