Miniera di Malfidano
Carbonia, Sardegna

Miniera di Malfidano

Nel 1864 l’ingegnere francese Giovanni Eyquem, ottenute le autorizzazioni per la ricerca di piombo, individuò un ricco g...

L'Anima del Posto

Nel 1864 l’ingegnere francese Giovanni Eyquem, ottenute le autorizzazioni per la ricerca di piombo, individuò un ricco giacimento di masse calaminari che fornivano zinco. Da quel ritrovamento nacque la società mineraria Malfidano, e a valle del monte Caitas, vicino alla spiaggia, iniziò a sorgere il primo nucleo del villaggio di Buggerru. Oggi, ai limiti settentrionali del Sulcis, vicino alla Costa Verde, si incontrano i resti di quel passato glorioso. Percorrendo la SS 126 verso Funtanamare, passando per Montecani e Acquaresi, si arriva a Buggerru. Gli impianti minerari occupano una vasta area in prossimità del mare. Qui, nell’ampia apertura verso l’acqua, sono visibili i grandiosi resti della laveria Lamarmora, mai entrata in funzione per problemi con il demanio marittimo, e, sul lato opposto, la laveria Malfidano con strutture in pietra e legno e aperture ad arco. Il porto è sovrastato dall’uscita della Galleria Henry, che attraversa l’altipiano di Planu Sartu ed era percorsa un tempo da un treno a vapore che trasportava il minerale alle laverie. Oggi si può attraversare il luogo di lavoro dei minatori, affacciandosi su panorami che alternano mare e rocce a falesia. L’abitato di Buggerru si snoda lungo la via Malfidano, disponendosi sui terrazzamenti di calcare che hanno favorito il sistema di case a schiera, alcune delle quali – le più antiche – sono ancora visibili nella parte vecchia con la caratteristica scala esterna. La chiesa, consacrata nel 1882, ha una facciata di gusto classico con timpano e colonne doriche, completata nel 1948 da una scenografica scalinata. Di fronte al porto, in un fabbricato destinato dalla fine dell’Ottocento a officina e falegnameria con torni e fresatrici nella posizione originaria, oggi è allestito il museo sulla storia di Buggerru, con reperti archeologici, fossili, minerali, utensili, documenti, carte. Sono ricostruiti anche lo spaccio della miniera e il vecchio cinema, con pezzi autentici. Proprio in quella falegnameria, nel 1904, scoppiò la protesta dei lavoratori, terminata con la morte di tre minatori uccisi dalle forze dell’ordine. La miniera fa parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO. Un secolo di attività frenetica, dal 1870 al 1977, che ha lasciato segni indelebili sulla costa e nella memoria.

Info Pratiche

payments
BudgetEconomico (< 5 €)
hiking
IntensitàRilassante
schedule
Durata2 ore
sunny
StagionePrimavera, Estate, Autunno, Inverno

Tags

abbandonatopanorama