Villaggio minerario di Monte Narba
“A Monte Narba, prima che il silenzio divorasse ogni cosa, c’era un lusso per l’epoca: rete telefonica ed energia elettri...”
L'Anima del Posto
A Monte Narba, prima che il silenzio divorasse ogni cosa, c’era un lusso per l’epoca: rete telefonica ed energia elettrica. Un piccolo ospedale, uno spaccio, falegnameria e officina meccanica servivano una città in miniatura, autosufficiente, nata e finita insieme all’epopea mineraria a cavallo fra XIX e XX secolo. Oggi percorri la strada bianca a sud della SS 387, tra Muravera e San Vito, e la vegetazione ti inghiotte. Le palme, segno distintivo di questi insediamenti, spuntano tra i rovi. Al centro del villaggio fantasma, Villa Madama – dimora del direttore e uffici amministrativi – domina ancora le case degli operai. Accanto, quella che all’epoca era una delle più ricche e produttive miniere d’argento in Italia, fonte di lavoro per tutto il Sarrabus. Poi la crisi, la trasformazione in azienda agricola, l’abbandono. Entri in un luogo per esploratori, dove la natura pian piano si riprende i suoi spazi e i detriti dei fasti di un tempo seppelliscono ogni traccia. Un tesoro di storia e arte che sparisce lentamente sotto il peso del silenzio.



