Cattedrale / Basilica
43 luoghi di cattedrale / basilica in Italia, selezionati fuori dai circuiti turistici.
I Migliori Cattedrale / Basilica in Italia

Sardegna · Cagliari
Nostra Signora di Bonaria
Nel 1370, nel mezzo di una tempesta, l’equipaggio di una nave gettò in mare una pesante cassa. La bufera si placò, e il carico approdò sulla riva sotto il colle di Bonaria: dentro c’era una statua lignea della Madonna con il bambino e una candela rimasta prodigiosamente accesa. Da quel giorno, la devozione si diffuse in tutta la Sardegna. Oggi, salendo gli infiniti scalini che dal porto turistico de su Siccu portano al luminoso piazzale, ti trovi di fronte alla candida facciata della basilica. Alla sua sinistra, il santuario trecentesco – primo esempio sardo di architettura gotico-catalana, costruito da Alfonso d’Aragona nel 1324 durante l’assedio ai pisani – custodisce la statua nell’altare. Entra e percorri le pareti tappezzate di ex voto: ogni oggetto racconta una grazia ricevuta. Accanto, i frati mercedari abitano ancora il convento che vi costruirono. Il tempio cristiano per eccellenza dell’Isola, dove una candela non si è mai spenta.
Sardegna · Borutta
San Pietro di Sorres
All’alba, quando dal monastero adiacente salgono canti gregoriani intonati da voci maschili, il sole penetra da tre finestrelle dell’abside e accende l’altare dell’ex cattedrale di San Pietro di Sorres. Siamo nel Meilogu, territorio storico della Sardegna nord-occidentale, su un colle vulcanico dove restano tracce di un nuraghe e tombe bizantine. I lavori iniziarono tra il 1171 e il 1178, quando l’abitato di Sorres esisteva già, e terminarono nella prima metà del XIII secolo. Su un gradino del portale trovi scolpita la scritta *Mariane maistro*: forse la firma del direttore dei cantieri. Per oltre tre secoli sede episcopale, la chiesa fu l’unico edificio rimasto in piedi quando gli aragonesi rasero al suolo Sorres. La popolazione si riversò a Borutta, nuova residenza del vescovo. Nel 1503 la diocesi fu incorporata in quella di Sassari; poi l’abbandono. I restauri di fine XIX secolo la resero monumento nazionale; a metà XX, ritornata agli antichi splendori, accanto sorse l’attuale monastero benedettino in stile neoromanico, abbazia dal 1974. Entra e lasciati avvolgere dall’austera atmosfera monastica: qui la luce e la pietra romanico-pisana raccontano secoli di fede e abbandono.
Sardegna · Luogosanto
Nostra Signora di Luogosanto
Attorno al 1218, quando san Francesco era ancora in vita, i francescani giunti in Gallura a inizio XIII secolo costruirono qui la chiesa della Natività della beata Vergine Maria, nota come Nostra Signora di Luogosanto. Pochi anni dopo, nel 1227, papa Onorio III la elevò a basilica minore: fu la prima chiesa gallurese a ricevere l’onorificenza. Entri in un edificio ricostruito nel XVIII secolo, che ricevette allora il privilegio della porta santa. In passato murata, dagli anni Settanta del XX secolo è rappresentata da una porta bronzea, opera dello scultore Luca Luchetti: il vescovo la apre ogni sette anni per 12 mesi. La leggenda racconta che la Vergine Maria apparve a due monaci, indicando loro dove trovare le reliquie dei santi Nicola e Trano; nello stesso 1227, nel luogo del ritrovamento, sorse l’Eremo di San Trano. Oggi la basilica, meta ogni anno di migliaia di pellegrini, custodisce nel suo museo varie opere d’arte. Simbolo della fortissima devozione di un borgo ‘di granito’, è la prima chiesa francescana della Sardegna nord-orientale e conserva la Regina di Gallura.

Sardegna · Iglesias
Santa Chiara - Iglesias
Il principale luogo di culto di Iglesias, nel sud-ovest della Sardegna, è l’unica cattedrale al mondo intitolata a santa Chiara d’Assisi. Le testimonianze epigrafiche ne collocano la costruzione negli anni Ottanta del XIII secolo, per volontà del conte Ugolino della Gherardesca. Fu cattedrale una prima volta per un decennio, dal 1503 al 1513, quando la diocesi fu trasferita da Tratalias alla città mineraria. Nel 1736 riacquistò definitivamente il titolo. Arrivando da Cagliari, al km 56 della SS 130 si svolta a destra e si percorre il lungo viale alberato che conduce al centro urbano. Si prosegue fino alla piazza Municipio, dove la cattedrale sorge accanto al palazzo vescovile e al municipio. La facciata a spioventi, di raffinato disegno, è divisa in tre ordini: nel primo si apre il portale; a sinistra, un’epigrafe (copia dell’originale) riporta le date dell’impianto e uno scudo araldico con l’aquila, simbolo della famiglia Donoratico. L’imponente campanile a canna quadrata affianca la facciata e ospita quattro campane; la più antica risale al 1338. Dell’edificio duecentesco ad aula mononavata, in pietra sedimentaria, sopravvivono solo resti murari in facciata e nei prospetti laterali. La chiesa subì varie trasformazioni: ampliamento dell’aula, sopraelevazione del presbiterio, copertura a volte stellari, apertura di due piccole cappelle per lato voltate a crociera. Furono aggiunte due ampie cappelle quadrate che fanno da transetto, conferendo alla pianta la forma a croce latina. La navata centrale, presbiterio compreso, è suddivisa in quattro campate coperte da volte stellari costolonate. L’ampio presbiterio a pianta quadrata è detto “cappella maggiore”, come da consuetudine gotico-catalana. Le murature del transetto e del presbiterio sono in gran parte nascoste da altri corpi di fabbrica; nel fianco sinistro, due cappelle pensili a pianta semicircolare sporgono dalla muratura. Nella città il cui nome significa ‘chiese’, è l’architettura cristiana più importante e di maggior pregio artistico, alle sue spalle una lunga storia di ampliamenti e restauri.
Sardegna · Ozieri
Sant'Antioco di Bisarcio
Nel 1065, quando la diocesi di Bisarchium viene documentata per la prima volta, nessuno immaginava che oltre nove secoli dopo sarebbero rimasti solo ruderi di episcopio e borgo rurale. Da uno sperone di roccia vulcanica, la basilica sovrasta come un castello la piana di Chilivani. Percorri circa 42 chilometri sulla Statale 597, imbocchi la strada per Ozieri al bivio di Codrongianos, svolti a sinistra. Dopo pochi metri, la sagoma imponente ti appare sullo sfondo. Entri e osservi le minuziose decorazioni che impreziosiscono la maestosità dell’edificio. Il silenzioso isolamento dell’altura acuisce il fascino di questa chiesa dedicata al santo patrono della Sardegna. Fu sede vescovile fino al 1503, cuore di un fiorente centro culturale e religioso medioevale. Oggi, tra i ruderi, resta la scenografia di uno dei capolavori romanici più celebri dell’Isola.

Sardegna · Oristano
Santa Maria Assunta - Duomo di Oristano
Nel 1131 è già documentata come cattedrale, ma sotto i suoi marmi barocchi custodisce sepolture bizantine del VII secolo e le tracce di una struttura paleobizantina. Il Duomo di Oristano, elevato da Pio XII a basilica minore, è la chiesa più grande di tutta la Sardegna e presiede l’arcidiocesi arborense. Entri e ti trovi dentro una perfetta commistione di stili: il fasto barocco si innesta su un impianto romanico dell’XI-XII secolo, di cui restano ipotesi nei sedici fusti di marmo custoditi nel seminario tridentino. A metà del Trecento fu aggiunto il transetto gotico-italiano con quattro cappelle: tra queste, quella della Madonna del Rimedio è uno dei pochissimi elementi originari superstiti. Affacciato sul cortile, di fronte alla chiesa della Santissima Trinità (XVIII-XIX secolo), il duomo prospetta su un piazzale nel centro storico di Oristano, raggiungibile dalla SS 131 con la SP 70 in poco più di 2 km. Un armonioso capolavoro che non nasconde le sue radici, ma le stratifica.

Sardegna · Dolianova
San Pantaleo - Dolianova
Nel 1289, anno della consacrazione, le epigrafi del portale e un dipinto nell’abside fissarono la data di un cantiere durato quasi due secoli. La chiesa di San Pantaleo, a Dolianova, nel Parteolla, è unica nel panorama romanico sardo: forme e decorazioni intatte raccontano contaminazioni e fasi costruttive che vanno dall’inizio del XII secolo fino a quella consacrazione. Entri e il primo colpo d’occhio è la vasca battesimale del V-VI secolo, testimonianza paleocristiana, accanto ai resti di una chiesa altomedievale del X secolo. Percorri la navata, osservi il ciclo di affreschi che narra il miracolo del medico san Pantaleo, patrono del paese. Il decoro scultoreo e le opere pittoriche ti colpiscono per esuberanza e perizia. Fu cattedrale della diocesi di Dòlia sino alla soppressione del 1503. Oggi sorge dentro un’area recintata al centro del paese, accanto agli edifici dell’ex Monte Granatico, recentemente restaurati. Un gioiello di architettura e decorazione, intatto e armonioso.
Sardegna · Sant'Antioco
Basilica di Sant'Antioco
Il 1089 è l’anno in cui la storia scritta incontra la pietra: il giudice di Cagliari dona la basilica ai frati vittorini di Marsiglia. Ma il legame con sant’Antioco è più antico, e si rinnova ogni anno, 15 giorni dopo Pasqua, quando il simulacro del santo parte dalla chiesa sul punto più alto del paese e percorre la città in processione. Entra in piazza De Gasperi e sali verso la facciata romanica. Oggi la pianta è longitudinale, a tre navate con altrettante campate, abside centrale e transetto largo quanto l’aula. Due navate laterali aggiunte, anch’esse con absidi, complicano la lettura del monumento. Gli storici dell’arte si interrogano ancora sul cambio strutturale, mentre il luogo viene identificato come quello del martirio di Antioco, nato in Mauritania ed esiliato nell’Isola. Percorri le navate, tocca le pietre che tengono insieme preistoria e storia sarde. Dal lungomare, prendi una via per il centro storico fino a via Regina Margherita, che si affaccia sulla piazza. Qui, in uno dei più importanti esempi di architettura romanica dell’Isola, il nome del santo, dell’isola e della città diventano una cosa sola.

Sardegna · Dolianova
Dolianova
Nel 1905 due villaggi, Sicci San Biagio e San Pantaleo, si fusero per dare vita a Dolianova. I Romani chiamavano quest’area *Pars Olea*: qui olivi plurisecolari e vigneti ordinati disegnano un paesaggio di ruralità evoluta. Entra nel museo oleario Sa Mola de su Notariu, allestito nella villa Boyl del Seicento, e assaggia i formaggi ovi-caprini dei caseifici locali. Poi percorri il centro storico tra dimore campidanesi: la Villa de Villa, primi Ottocento, ospita mostre. Il simbolo è l’ex cattedrale di San Pantaleo, costruita tra inizio XII secolo e il 1289, anno della consacrazione. Una chiesa unica nel romanico sardo, tra le più preziose del sud dell’Isola. Da non perdere i vini: nuragus, nasco, moscato. Dolianova è il centro del Parteolla, a 25 chilometri da Cagliari, quasi diecimila abitanti. I primi documenti su Dolia risalgono al 1089. Qui olio e vino non sono solo prodotti: sono la grammatica di un territorio che da secoli scrive la sua storia.

Sardegna · Tratalias
Santa Maria di Monserrato
Arrivi a Tratalias e trovi Santa Maria di Monserrato al centro del nucleo originario disabitato, un borgo fantasma. Questa ex cattedrale romanica fu sede vescovile dal 1213 al 1503: i lavori iniziarono nel 1213 e terminarono nel 1282, come ricordano due iscrizioni interne. Intitolata alla Madonna di Monserrat in epoca catalano-aragonese, la chiesa si lega alla storia della diocesi di Sulci, trasferita qui dopo l'abbandono di Sant'Antioco per le invasioni saracene. Parcheggi nei pressi e l'accesso è garantito anche a persone con disabilità.

Sardegna · Quartu Sant'Elena
Sant'Elena imperatrice
Entri e il primo impatto è con gli affreschi che ricoprono ogni parete: una rarità in Sardegna, qui a Quartu Sant'Elena. La basilica, dedicata alla madre di Costantino, è il risultato di nove secoli di trasformazioni, dal romanico del XII secolo al gotico sardo-catalano. Tra le opere, spicca la statua lignea della santa patrona. Il campanile ottagonale, un tempo unico nell'area di Cagliari, resta un simbolo cittadino.
Sardegna · Cagliari
Duomo di Cagliari
La cupola del Duomo di Cagliari è la prima cosa che vedi atterrando in aereo. Eretta nel XIII secolo, se ne ha notizia dal 1255, quando era intitolata a santa Cecilia. Oggi è Santa Maria, e la sua mole imponente – 35 metri per 34, alta 32 – svetta sul quartiere di Castello, affiancata a Palazzo Regio e all’antico Palazzo di città. Entri in piazza Palazzo e il pavimento di marmo ti ipnotizza con i suoi giochi cromatici. La facciata barocca del 1704, ispirata a Lucca e Pisa, fu smantellata nella vana speranza di trovare sotto quella medioevale; la sostituì, nel 1931, una struttura marmorea neoromanica. Percorri la navata e osservi le opere d’arte: sono il risultato di interventi catalano-aragonesi durati quattro secoli, con un’appendice a inizio Novecento. Per arrivare, prendi l’ascensore dal Giardino sotto le Mura al bastione di Santa Caterina, poi via Canelles. Il monumento più importante del capoluogo sardo è un pezzo di storia che non si lascia dimenticare.
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