Cosa vedere a Bultei

Bultei ospita 8 luoghi selezionati da GODITALY in Sardegna. Tra Trekking, Borgo, Boschi & Foreste, la zona offre esperienze autentiche fuori dai circuiti turistici di massa. Questa pagina raccoglie i luoghi verificati con coordinate, descrizioni originali e dati pratici per pianificare la visita.

8 luoghi a Bultei+ 12 luoghi entro 25 kmSardegna

I migliori luoghi a Bultei

Bultei

Borgo

Bultei

Poco prima dell’anno mille, in un’area dove sorgeva il distrutto paese di Usulvì con il suo convento camaldolese, venne fondato Bultei. Oggi, ai piedi della catena del Marghine, questo borgo agropastorale del Goceano conta circa mille abitanti. Percorrendo le sue strade, noti la conformazione a ferro di cavallo, mentre tutt’intorno si estendono foreste millenarie. Salendo sul rilievo che sovrasta il paese, incontri il nuraghe Tilariga, databile tra XV e XI secolo a.C.: una torre centrale e un bastione con altre tre torri. Il territorio, abitato sin dal Neolitico, è disseminato di domus de Janas e testimonianze nuragiche dell’età del Bronzo. Bultei è un confine tra province, tra boschi e archeologia.

Fiorentini

Boschi & Foreste

Fiorentini

Dal 1886 è demanio dello Stato, eppure pochi sanno che questa foresta, una delle più antiche della Sardegna, custodisce alcuni degli alberi più alti dell’Isola. Fiorentini si distende su quasi 1600 ettari di altopiano granitico, nel territorio di Bultei, a nord del complesso del Goceano. Percorrendo la SP 36 per Nughedu San Nicolò, si attraversa il bosco passando accanto alla casermetta forestale "A. Morelli". In alternativa, al km 12 si imbocca la SS 128 bis Bultei-Pattada, detta la strada delle vette, che conduce a Sa Fraigada. Qui il visitatore sale fino a mille metri e incontra boschi di lecci che, a quote più basse, lasciano spazio a maestose querce da sughero, fonte di sughero di ottima qualità. In alcuni tratti la vegetazione si infittisce: roverelle, agrifogli e qualche tasso si mescolano ai lecci. La foresta è anche un giacimento archeologico, con siti nuragici e pre-nuragici, e luoghi di culto che punteggiano il percorso. Un polmone verde che non promette incanti, ma consegna fatti: alberi secolari, sentieri granitici, una storia demaniale lunga quasi un secolo e mezzo.

San Saturnino di Usolvisi

Chiesa / Abbazia

San Saturnino di Usolvisi

Nel 1163 il vescovo Attone di Castra donò ai monaci camaldolesi il santuario sancti Saturnini de Usolvisi: gli stessi che, pochi anni prima, avevano innalzato la basilica della Santissima Trinità di Saccargia. Ma la storia di questo luogo sacro affonda le radici ancora più indietro. Un’iscrizione paleocristiana su pietra, rinvenuta nel 1957, rimanda all’età bizantina, mentre il sito stesso sorge sui resti di un nuraghe trilobato, presumibilmente della metà del XII secolo, a sua volta eretto in un’area che ha restituito reperti prenuragici e rovine romane. La chiesa, oggi contesa dalle parrocchie di Bultei e Benetutti (entrambe a sei chilometri di distanza), si erge isolata su un poggio vicino alle rive del fiume Tirso, nella piana dove sono state censite otto sorgenti di acque termominerali dalle proprietà benefiche e curative, in parte sfruttate dagli stabilimenti termali di Aquae Lesitanae. Entri nell’edificio attraverso il portale architravato sormontato da un arco a sesto rialzato, stesso schema del portale laterale. La lineare facciata romanica è rinforzata agli spigoli da robuste paraste angolari. L’unica navata, coperta da capriate lignee, è illuminata da tre monofore: due centinate a tutto sesto nei fianchi e una nella curva absidale. Il perfetto paramento murario è realizzato in conci di trachite rossastra perfettamente squadrati, provenienti da cave locali: il colore rossastro, accentuato dalla posizione leggermente sopraelevata, è il segno della mano di maestranze toscane, forse le stesse che operarono nella vicina Nostra Signora di Mesumundu ad Anela. Un campanile a vela, forse originariamente sulla facciata, oggi sta sul fondo, sopra l’abside. La disputa tra le due parrocchie iniziò tra fine XIX e inizio XX secolo, quando un parroco di Bultei perse la vita guadando il Tirso per recarsi a celebrare messa. Da allora la chiave della chiesa fu consegnata al parroco di Benetutti, dall’altra parte del fiume, per salvaguardare i parroci di Bultei. Senza alcun atto vescovile, le chiavi sono rimaste a Benetutti ancora oggi. Il 30 ottobre, una messa in onore del santo celebra questa architettura romanica nata su un nuraghe, centro spirituale di un borgo scomparso, Usolvisi.

Itinerario Vette del Goceano - Valle del Tirso (OVEST) G-511

Trekking

Itinerario Vette del Goceano - Valle del Tirso (OVEST) G-511

19,2 km da Bultei alla Foresta Fiorentini, l'Itinerario Vette del Goceano - Valle del Tirso (OVEST) G-511 segue una vecchia strada comunale usata per la transumanza. Inserito nell'area del futuro Parco Regionale Marghine - Goceano e in un SIC, il percorso attraversa boschi e radure. A metà, una deviazione porta alle mura di una fortezza bizantina e a una chiesa recente. Poco dopo, il campeggio montano di Badu Addes. Più avanti, un punto panoramico a Sarvenas. Verso la fine, l'area archeologica di Sas Prisones a Coveccu. La caserma Morelli offre informazioni e parcheggio.

Domande frequenti su Bultei

Cosa fare a Bultei?

Bultei offre 8 luoghi selezionati da GODITALY: tra i principali Bultei e Fiorentini. La zona unisce paesaggi autentici, patrimonio storico e gastronomia locale fuori dai circuiti turistici.

Cosa vedere in 1 giorno a Bultei?

Per una visita di un giorno a Bultei puoi concentrarti su 2-3 luoghi tra Bultei e Fiorentini. La selezione GODITALY include schede con durata indicativa, intensità e periodo migliore per organizzare l'itinerario.

Quando visitare Bultei?

I luoghi di Bultei sono visitabili principalmente in primavera, estate, autunno. Ogni scheda GODITALY indica la stagionalità consigliata in base alle condizioni climatiche e di accesso.

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